50 ANNI DI NUTELLA

Si può dire tutto su di lei, fa ingrassare, fa venire i brufoli ( sarà vero ??? ) non è propriamente sana, ma… c’è un grosso ma, è buona, buonissima , strabuona, la puoi spalmare ovunque  🙂

In casa non manca mai, anche se non la si mangia spesso deve essere li , nella dispensa pronta per ogni evenienza, un calo glicemico, malinconia, sindrome premestruale, lei è l’amica in barattolo che non ti fa domande da solo buonumore 🙂

Quest’apologia sulla nutella solo per ricordarvi che pure lei invecchia e compie ben 50 anni , l’azienda ha pensato a tante manifestazioni carine per festeggiarla, e tra queste c’era la possibilità di personalizzarla per poi regalarla o semplicemente tenerla per se.

Potevo non approfittarne??? 

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LE FOTOGRAFIE CHE HANNO FATTO LA STORIA: KU KLUX KLAN

1992, il figlio di un membro del KU KLUX KLAN tocca il proprio riflesso sullo scudo antisommossa di un poliziotto afroamericano durante una dimostrazione.

Questa fotografia ha una forza incredibile, un bimbo, solo un bimbo che viene cresciuto nell’odio razziale, un poliziotto di colore, credo che non occorrano tante parole per descriverla…

MALENA E KLEPETAN

Oggi vorrei raccontarvi una bella storia, una storia d’amore, ma non quelle melense storie d’amore da fiction in tv ma il grande amore che dura da 12 anni tra due cicogne un pochino particolari.

Lei, Malena viveva in Croazia serena con il suo Kepletan, ma un bruttissimo giorno di dodici anni fa viene sparata ad un ala da un cacciatore e ferita gravemente.

Probabilmente in altre situazioni sarebbe morta di sicuro, ma lei è stata salvata da un uomo buono, Stjepan Vokic , bidello in pensione .

Si occupa di Malena con tanto amore, ma non può fare nulla per la sua ala ferita , che non le permetterà di affrontare più i viaggi per l’Africa che le cicogne compiono ogni anno.

Il suo amato Kepletan, un bell’esemplare maschio di cicogna ogni anno, da dodici anni, percorre 13000 km per tornare dalla sua amata.

Torna sempre nella stessa data, e quasi sempre un pò prima delle altre cicogne, restano felici nel loro nido per tutta la stagione estiva, mettendo al mondo tanti bellissimi pulli, per poi ripartire verso l’Africa lasciando Malena alle cure amorevoli di Stjepan Vokic.

Quest’anno un altra cicogna maschio è arrivata nel nido a disturbare Malena e si è temuto il peggio per Kepletan, che invece è tornato dalla sua amata e la loro storia d’amore continua ancora.

Ammetto di essermi commossa, queste storie mi mettono il buonumore, anche oggi , nonostante il temporale continuo, tuoni  e lampi, un motivo in più per amare gli animali che ogni giorno ci insegnano cosa sia l’amore.

LE FOTOGRAFIE CHE HANNO FATTO LA STORIA: OLIMPIADI DI SANGUE

6 dicembre 1956, ore 15.25, Melbourne, piscina del Crystal Palace.

Ungheria e Unione Sovietica si affrontano nella semifinale dl torneo olimpico di pallanuoto. Da pochi giorni i carri armati sovietici sono entrati a Budapest e represso nel sangue la Rivoluzione magiara.

Gli ungheresi si prenderanno in acqua la loro effimera, ma orgogliosa, rivincita, quella che viene chiamata ancora oggi “la partita del sangue nell’acqua”.

Tra magiari e sovietici finirà 4 a 0, tra risse, esplusioni, colpi proibiti; e i giocatori sovietici rischiarono di essere aggrediti da alcuni spettatori quando Prokopov colpì al volto l’ungherese Ervin Zador, costretto ad abbandonare il gioco col volto insanguinato.

Gli ungheresi conquisteranno poi il titolo battendo per 2 a 1 in finale la Jugoslavia, ma nella storia delle Olimpiadi (e non solo) rimarrà per sempre il trionfo contro l’Unione Sovietica. 

LIVE

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LE FOTOGRAFIE CHE HANNO FATTO LA STORIA: CHARLES LINDBERGH

 

Il 21 maggio 1927, Charles Lindbergh completa il primo volo transatlantico in solitaria senza scalo.
Partito alle 7.52 del 20 maggio dal Roosevelt Field, vicino a New York, giunse a destinazione alle 22.00 del 21 maggio, dopo 33 ore e 32 minuti esatti, al Champs de Le Bourget, nei pressi di Parigi, a bordo del suo monoplano leggero, battezzato Spirit of Saint Louis.
Quella magica impresa, compiuta ancora agli albori dell’aviazione, lo consegnò direttamente alla leggenda e a prestigiosi riconoscimenti.
Il presidente Calvin Coolidge gli concesse la Distinguished Flying Cross e lo nominò colonnello della riserva dell’aviazione degli Stati Uniti. Il governo francese gli concesse invece la Legion d’Onore. 
Nello stesso anno Lindbergh venne eletto dal TIME «Man of the Year».

VOLTI DI SARDEGNA

Da quando sono tornata dalle vacanze in Sardegna mi ripropongo di mostrarvi qualche scatto che ho fatto durante quella che può essere definita la più importante festa religiosa della mia terra.

Informandomi meglio sono venuta a conoscenza del fatto che sia la processione più lunga del mediterraneo.

Sono andata insieme a mia madre, lei quando era molto giovane vi ha partecipato due volte e ci teneva tanto che andassi insieme a lei.

Mi sono ritrovata così a fare una milionata di scatti fotografici e ad osservare la bellezza e la maestria con cui sono realizzati i centinaia di costumi tradizionali sardi, tantissimi , allegri, austeri, colorati , neri, alcuni adornati da ricchi gioielli con lavorazioni artigiane stupende.

Ero veramente incantata davanti a tanta varietà, ho cercato di cogliere i particolari, non solo degli abiti, ma dei volti, degli sguardi delle persone, adoro osservare gli occhi della gente, le movenze , le posture, credo che dicano tanto di ognuno di noi.

Siccome le foto erano tante, ne ho fatto una cernita e ho realizzato un video fotografico ( niente di speciale ) per voi… perchè desidero veramente mostrarvi la Sardegna vista coi miei occhi.

LE FOTOGRAFIE CHE HANNO FATTO LA STORIA: IL VANDALO

Il 21 maggio 1972, giorno di Pentecoste, un geologo australiano di origini ungheresi di 34 anni, László Tóth entrò nella Basilica di San Pietro e verso le ore 11:30, scavalcò d’un tratto la balaustra che separava la folla di visitatori dalla Pietà di Michelangelo. Con una mazzuola pesante circa 5 chili colpì dapprima il capo della Madonna e poi, più volte, il volto e le braccia, lasciando però integra la figura del Cristo. Nel far questo, gridò, in lingua italiana: «Cristo è risorto! Io sono il Cristo!». Venne poi fermato da un vigile, Marco Ottaggio, con l’ausilio di altri sorveglianti, e portato via, sottratto all’iraconda folla che intendeva percuoterlo. Interrogato in seguito, benché durante il vandalismo avesse dato prova di parlare l’italiano, dette mostra di non capire le domande che gli venivano rivolte, affermando di saper parlare solo l’inglese. Secondo altre fonti, invece, ripeté frasi sconnesse per tutti gli interrogatori, permanendo nella sua convinzione d’essere il Cristo: giunse anche a dire «Che ci sta a fare questa statua qui? Cristo sono io e sono vivo, sono il Cristo reincarnato, distruggete tutti i suoi simulacri». Nonostante l’atto, non fu incriminato, ma fu internato in manicomio per due anni (altre fonti dicono un anno, e altre ancora non parlano di un periodo in manicomio). Successivamente venne rimpatriato in Australia.
La Pietà subì dei danni molto seri, soprattutto sulla Vergine: i colpi di martello avevano staccato una cinquantina di frammenti, spaccando il braccio sinistro e frantumando il gomito, mentre sul volto il naso era stato quasi distrutto, come anche le palpebre. Il restauro venne avviato quasi subito, dopo una fase di studio, e fu effettuato riutilizzando per quanto possibile i frammenti originali, oltre che un impasto a base di colla e polvere di marmo. Fortunatamente fu possibile reintegrare l’opera fedelmente. Da allora la Pietà è protetta da una speciale parete di cristallo antiproiettile.

La Pietà vaticana è una scultura marmorea di Michelangelo Buonarroti, databile al 1497 è conservata nella basilica di San Pietro in Vaticano a Roma. Si tratta del primo, clamoroso, capolavoro dell’allora poco più che ventenne Michelangelo, considerata uno dei maggiori capolavori che l’arte occidentale abbia mai prodotto. È anche l’unica opera da lui firmata, sulla fascia a tracolla che regge il manto della Vergine: MICHEL.A[N]GELVS BONAROTVS FLORENT[INVS] FACIEBAT (“Lo fece il fiorentino Michelangelo Buonarroti”).

VOGLIA DI INSALATA !!!

Con l’arrivo della bella stagione e le mie prime giornate al mare 🙂 è arrivato anche il desiderio di mangiare delle belle insalate, che oltre ad aiutarci a smaltire il chili di troppo ( dovrei diventare un coniglio per smaltirli !!! ) è anche un buon pasto completo.

L’insalata è una delle pietanze più importanti in Bulgaria, si mangia come se fosse un primo piatto e non come contorno, spesso e volentieri utilizzato come piatto unico dai bulgari.

Da pochissimo ho sperimentato il gusto della barbabietola e non mi dispiace affatto, ortaggio versatile da mangiare sia con delle zuppe, che nelle insalate oppure come ho fatto da poco unito alle patate negli gnocchi.

Oggi insalatona di barbabietole, iceberg, funghi freschi , cipolla per dare un pò di brio e sesamo tostato per dare croccantezza al piatto e il tutto condito con la glassa di aceto balsamico 🙂

BUON APPETITO!!!

LE FOTOGRAFIE CHE HANNO FATTO LA STORIA: LINA MEDINA

LIMA – Era il 14 Maggio di 75 anni fa e Lina Vanessa Medina Vásquez, una bimba peruviana di appena 5 anni, diventava la mamma più giovane di sempre.

Lina è ricordata dalla letteratura medica come la più giovane femmina ad essere mai divenuta madre. Il caso, che ancora oggi tra alcuni medici ed esperti desta dubbi e perplessità, fu illustrato nei dettagli dal dottor Edmundo Escomel alla rivista ‘La PresseMédicale‘ il 31 maggio del 1939. Leggenda o realtà, la vicenda ha comunque fatto scalpore e ha catturato negli anni l’attenzione di diverse testate autorevoli.

Questi i fatti raccolti dalla stampa dell’epoca, secondo quanto riportato dai medici che l’avevano in cura: la bambina aveva manifestato un’abnorme dilatazione dell’addome, tanto da indurre i genitori a farla visitare nel sospetto che potesse trattarsi di una formazione tumorale. medici scoprirono invece con stupore che era incinta di sette mesi.

Prima di intervenire, il dottor Gerardo Lozada la condusse a Lima per avere conferma dello stato di gravidanza da altri specialisti. Un mese e mezzo più tardi (14 maggio 1939), con parto cesareo, Lina diede alla luce un maschio. L’operazione fu praticata dallo stesso Lozada.

Un evento eccezionale da un punto di vista strettamente scientifico. medici diedero però ulteriori dettagli. Raccontarono ad esempio della comparsa delle prime mestruazioni all’età di soli otto mesi e sullo sviluppo delle mammelle già a quattro anni. Riguardo la comparsa del primo flusso mestruale altre fonti riferiscono però età diverse: due anni mezzo. Il neonato, di 2,7 kg, fu chiamato Gerardo Alejandro.

 Data l’impossibilità per Lina di mantenere il figlio, venne creata dal governo del Perù una commissione per la cura e la tutela del neonato. Gerardo, nonostante fosse cresciuto in salute, scomparve all’età di 40 anni (1979) per una patologia del midollo osseo. Lina non rivelò mai chi fosse il padre né le circostanze del concepimento.