LE FOTOGRAFIE CHE HANNO FATTO LA STORIA: GILLES VILLENEUVE

Quante volte avrò visto quel video….

Sono le 13 e 52 di sabato 8 Maggio 1982,Gilles Villeneuve,pilota canadese della Ferrari,sdraiato esanime sulla sinistra, ha da pochi secondi terminato il suo tragico “volo”.
Nelle le prove del Gran Premio del Belgio,sul tracciato di Zolder, Villeneuve sta cercando di battere il tempo cronometrato del suo compagno/rivale Didier Pironì, mancano pochi minuti ed ha le gomme ormai usurate quando alla curva “Terlamenbocht” (curva del bosco), gli si para davanti la March numero 17 del tedesco Jochen Mass. Gilles tenta di passarlo sulla destra dove non c’è spazio, le ruote anteriori della sua Ferrari si impennano su quelle della March e la vettura rossa spicca il volo,comincia a rimbalzare sul prato e gli urti sono così violenti che Gilles viene espulso con il sedile fuori dalla vettura. Il volo del canadese è terribile come l’urto al suolo. Atterrando sbatte la testa contro un paletto che sorregge le recinzioni poste sul prato. Da notare che Gilles nel momento dell’espulsione dalla monoposto perde le scarpe ma soprattutto il casco. I soccorsi sono tempestivi, viene sottoposto ad una respirazione bocca a bocca e trasferito immediatamente all’Ospedale di Lovanio. Qui, il capo rianimatore De Looz lo sottopone ad una TAC:grave lesione del tronco encefalico e la rottura delle vertebre cervicali,con gravissime lesioni midollari alla base del cranio. Il cervello non manda più impulsi al cuore,solo una macchina tiene in vita Gilles. Alle 19 arriva da Montecarlo Joanne,la moglie di Gilles, la quale concede l’autorizzazione di staccare le macchine che tengono in vita il marito. Alle 21 e 12 l’amato pilota canadese cessa di vivere definitivamente.
Aveva 32 anni. Era nato il 18 Gennaio 1950 a Saint-Jean-sur-Richelieu in Quebec,Canada. Passa però la sua infanzia e l’adolescenza a Berthierville (dove ora c’è un museo in suo onore).Suo padre era un musicista,suonava il piano e la tromba. Anche Gilles imparò a suonare questi strumenti. Ma la sua vera passione erano i motori,passione che scattò quando guidò,all’età di nove anni,il furgone del padre. A 15 anni,in una notte piovosa, assieme ad un amico, rubò di nascosto la macchina dei genitori. La loro folle corsa finì prima contro un palo del telegrafo e conseguentemente in un burrone. I coniugi Villeneuve vennero svegliati all’alba dalla polizia locale: il loro figlio era all’ospedale ma non in pericolo di vita. La macchina era da buttare. Gilles,con il suo carattere irruento e indisciplinato,cominciò a correre d’inverno nelle gare di motoslitta vincendo numerose gare. A 18 anni abbandonò gli studi e sempre in quell’etá,conobbe ad una festa Joann,sua futura moglie. A 20 anni Gilles si sposò con lei,a 21 era già padre di Jacques. Nel 1973, Gilles vendette la casa in cui conviveva con Joann pur di comprarsi una vettura per partecipare al campionato locale di Formula Ford. Al primo tentativo vinse il campionato ma fu costretto a vivere,per anni, assieme alla moglie ed ai suoi figli (Jacques e Melanie), in un vecchio autobus. Nei sedili anteriori si dormiva e si mangiava, in quelli posteriori veniva trasportata la vettura. Nel 1974 vinse il campionato mondiale di motoslitte. Con i soldi partecipò al campionato di Formula Atlantic senza ben figurare. Nella sua squadra lui era l’unico pilota ma anche l’unico meccanico. Nel 1976 vinse il campionato di nazionale di Formula Atlantic. La McLaren,su segnalazione di James Hunt,lo ingaggiò per il Gran Premio di Gran Bretagna 1977. Finì undicesimo. Ma Enzo Ferrari lo notò subito e decise di ingaggiarlo per le ultime due gare del campionato al posto del campione uscente Niki Lauda. Nel Gran Premio del Giappone, a causa della sua guida irruente, fu protagonista di un tragico episodio: nel tentativo di sorpassare lo svedese Ronnie Peterson (suo idolo),lo tamponò spiccando il volo sulla sua vettura e atterrando in un punto dove erano presenti degli spettatori. Due di questi morirono. Si appurò che quelle persone non dovevano essere lì dato che era una zona vietata. Da quel giorno, i meccanici Ferrari (e poi la stampa), gli affibbiarono il soprannome “Aviatore”. Perché passava più tempo in cielo che in pista. Nel 1978 fu riconfermato in Ferrari ed in una stagione di errori ed incidenti ottenne la prima vittoria in Canada,davanti al suo pubblico. L’anno successivo,1979,vinse tre gare (Sudafrica,Usa ovest,Usa est) e aiutò il suo compagno di squadra,Jody Schekter,nella conquista dell’iride. Tra i due nacque una profonda amicizia. Epico, in quella stagione, il suo duello in Francia con Renè Arnoux e il giro completo su tre ruote (una era forata) in Olanda,nel tentativo di riguadagnare il box. Gilles vinceva poco ma era amato da tutti e in quel periodo nacque il termine “la febbre Villeneuve” che contagiava tutti i suoi tifosi. Vinse due epiche gare nel 1981 a Monaco e in Spagna,in quest’ultima si tenne dietro 5 vetture per 61 interminabili giri. Fu la sua sesta ed ultima vittoria.

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