LE FOTOGRAFIE CHE HANNO FATTO LA STORIA: PACE E AMORE

La foto scattata da John Filo mostra la giovanissima Mary Vecchio, inginocchiata sul corpo di Jeffrey Miller, mentre piange disperatamente, dopo la drammatica sparatoria alla Kent State University, durante le proteste contro l’intervento USA nel Vietnam.
Il 4 maggio 1970 nel campus della Kent State University, in Ohio, la Guardia Nazionale degli Stati Uniti aprì il fuoco sugli studenti uccidendone 4 e ferendone 9.
Lunedì 4 maggio, un raduno venne programmato per mezzogiorno nonostante i dirigenti universitari tentassero di informare la comunità del campus che i raduni erano stati vietati.
Circa 3.000 persone si radunarono negli spazi comuni dell’università, ma la Guardia ordinò alla folla di disperdersi e sparò i lacrimogeni.

A causa del vento, il gas dei lacrimogeni ebbe poca efficacia e la folla rispose scagliando pietre, urlando e scandendo slogan. Un gruppo di 70 soldati della Guardia Nazionale rimase intrappolato dalla folla sul campo di atletica, che era recintato su 3 lati, tentando di svincolarsi verso la direzione dalla quale erano venuti, mentre venivano incalzati dai manifestanti.

Quando raggiunsero la cima di una collinetta, 28 soldati si voltarono verso la folla e spararono una scarica di 13 secondi con un numero di colpi compreso tra 61 e 67, uccidendo 4 studenti e ferendone 9.

Solo uno dei 4 studenti uccisi stava prendendo parte alla protesta! Inoltre, per una tragica ironia, uno degli studenti uccisi, William Schroeder, che non era coinvolto nella dimostrazione, era un membro del ROTC (il servizio militare universitario).
Gli uccisi furono Allison Krause, Jeffrey Miller, Sandra Scheuer, e William Schroeder. Un monumento alla loro memoria venne eretto nel campus, vicino al luogo dove morirono. Fu una delle immagini più scioccanti e famose della tragedia, e fece vincere a John Filo il Premio Pulitzer per la fotografia. Per gli statunitensi fu una delle foto più influenti del secolo, la quale evoca ancora un’immagine mitica di dolore ed indignazione.
La sparatoria portò a dimostrazioni in tutti i campus universitari degli Stati Uniti, causando la chiusura di molti di questi, sia per proteste violente che per dimostrazioni pacifiche.