IL MESE DELLE ZUCCHE

Le adoro, di ogni forma e colore, grandi e piccole…. sono davvero una passione!!!!  Parlo proprio delle zucche … anche se tradizionalmente sono poco usate nella cucina sarda qualche anno a questa parte l’ho inserita nella mia alimentazione e ne sono soddisfatta per la sua versatilità dal dolce a salato.

Oggi la propongo in un risottino semplice e gustoso ,  guardate un pochino come ho deciso di servirla 🙂

RICETTA 

400 grammi di riso per risotto

300 grammi di zucca 

1 cipolla

1/2 bicchiere di vino bianco 

1 litro di brodo ( a scelta, di pollo o vegetale )

50 grammi di burro 

sale 

Per prima cosa pulire e tagliare a dadini la zucca fatela rosolare in una casseruola per 5 minuti poi aggiungete qualche cucchiaio di brodo e copritela, fatela cuocere per circa 15 minuti. Una volta cotta passatela col frullatore ad immersione e nel frattempo mettete il riso a tostare con due terzi del burro.

Una volta tostato il riso aggiungete il vino e fate sfumare , aggiungete la crema di zucca e il brodo ( un po per volta ) fino a cottura ultimata, togliete dai fornelli e fate mantecare con il burro rimasto.

Condite a piacere con parmigiano , se invece volte aggiungere un tocco di affumicato al piatto vi consiglio di aggiungere durante la mantecatura della scamorza affumicata a dadini .

Buon appetito 🙂

LE FOTOGRAFIE CHE HANNO FATTO LA STORIA: LA CINA

Riprendo a condividere con voi le immagini e le didascalie di una pagina internet che reputo tra le migliori, visto il decadimento culturale attuale, questa pagina mi permette di conoscere, di vedere, di capire, e tutto questo lo voglio condividere con voi , penso che nel nostro piccolo le condivisioni di materiale culturale migliori in un certo senso il genere umano ormai tristemente abituato alla condivisione di gossip, di atti feroci o a sfondo sessuale. 

Perciò vi auguro il buongiorno con questa immagine. 

L’avviso cinese riguardante la politica del figlio unico. La politica del figlio unico è stata una delle politiche di controllo delle nascite attuata dal governo cinese per contrastare il fortissimo incremento demografico del paese in quanto la sovrappopolazione era ormai considerata “un ostacolo allo sviluppo e alla modernizzazione”.
Nel 1979 fu attuata con una legge che vietava alle donne di avere più di un figlio. La politica della pianificazione familiare consisteva in un insieme di regolamenti atti a controllare la giusta dimensione delle famiglie cinesi: i matrimoni ritardati, le gravidanze posticipate e l’attesa di un periodo abbastanza lungo (quattro o cinque anni) tra un figlio e l’altro, erano gli elementi principali. Questa costrizione portò a numerosi aborti più o meno sicuri e/o legali e molti nuovi nati, oggi adulti, non vennero mai registrati all’anagrafe. Inoltre potendo avere solo un figlio, la maggior parte dei contadini preferiva un maschio. Le bambine neonate venivano di conseguenza uccise per permettere alla famiglia di avere successivamente un figlio maschio in grado di aiutare nel lavoro dei campi.
A partire dagli anni ottanta il controllo statale fu leggermente ridotto e, nel 1984, fu concessa maggiore flessibilità a livello provinciale sulla possibilità di avere due figli.
Tuttavia questa politica venne abolita solo l’anno scorso, nel 2013.

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fotografie che hanno fatto la storia