IL MIO AUSCHWITZ

Ieri era la giornata della memoria com’è stato ampiamente ricordato da tutti i media e social, anche se poi dietro questo tam tam di link, post ecc non so quanta reale consapevolezza ci sia nei confronti di quello che è realmente accaduto in quegli anni terribili .

Per anni ho voluto visitare Auschwitz, da sempre simbolo dell’olocausto, dopo essermi appassionata all’argomento sin da ragazzina e aver letto decine di libri riguardanti l’argomento, alcuni dei quali letti con le lacrime agli occhi dall’inizio alla fine , come Frantumi, che raccontava la storia vera di un bimbo nei campi di sterminio, talmente crudo che non sono riuscita a leggerlo per la seconda volta come avrei voluto anni dopo… 

Come sapete la scorsa estate nel mio viaggio in Polonia è stata una tappa obbligata, che mi ha emozionato e riportato dentro le pagine di quei libri, dentro quelle decine di documentari…. commovente, straziante, assurdamente vero…

Vi lascio con qualche mio personale scatto… e la poesia di Joyce Lussu

Un paio di scarpette rosse

C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
“Schulze Monaco”.
C’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buckenwald
erano di un bambino di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’ eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono.
C’è un paio di scarpette rosse
a Buckenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.

 

11 pensieri su “IL MIO AUSCHWITZ

  1. Sicuramente un posto da visitare per capire. Ma adesso dovresti mettere un post che parli di un Gulag sovietico altrimenti, vista la totale mancanza di manifestazioni, di programmi televisivi a tema, di interesse a conoscere quella verità se non altro perché di parte a chi ha vinto la guerra e da allora governa, ad un lettore poco informato può sembrare che questo sia stato l’unico orrore da cui guardarsi.

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    • ho parlato delle foibe tempo fa, sfondi una porta aperta, nella mia libreria fa bella mostra di se il libro nero nel comunismo, non so se l hai letto… penso sempre sia giusto che si sappia che il male non ha un colore politico…

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  2. Non ho letto tutti i tuoi articoli e la mia non era una critica rivolta a te ma vedo che i ragazzi conoscono benissimo questa parte di storia riguardante il nazismo ma sono totalmente all’oscuro di quasi ogni altro crimine contro l’umanità. Diciamo che c’è qualcosa che non va….

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    • fatelo perchè ne vale la pena, e la Polonia è molto bella… io nel corso dei miei viaggi in Europa ho sempre dedicato spazio all’olocausto, ho visto la casa di Anna Frank a Francoforte e la casa in cui si era nascosta con la famiglia ad Amsterdam, il cimitero ebraico e ghetto a Praga, i musei con l originale lista di shindler, e il vero diario di Anna Frank… non ve ne pentirete assolutamente ..

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      • Hai ragione, dovremmo farlo: è in programma tra i viaggi da fare nel 2015…
        Solo a Berlino abbiamo dedicato un’intera giornata all’olocausto visitando lo splendido Museo Ebraico di Berlino: un’esperienza molto intensa!
        Grazie ancora per aver condiviso con noi le tue sensazioni e le tue foto

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  3. ”Assurdamente vero” sono le parole che vengono in mente anche a me ogni volta che ci penso. Ho seguito il tuo viaggio attraverso i tuoi passati racconti e mi ha toccata molto, è un argomento che come te mi porto dietro da piccola. Fra le mie prime letture di ragazzine c’è stato Primo Levi con i suoi ”Se questo è un uomo” e ”La tregua”. Parole che mi sono rimaste impresse e che ogni volta mi ricordano quanto è fragile la vita e quanto può essere folle l’Uomo.

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    • ti consiglio se non l hai già letto, tu passerai per il camino e frantumi… mi hai fatto ricordare una cosa, mentre eravamo nel campo dentro le baracche mi ripetevo mentalmente la poesia di Primo Levi tratta dal suo libro… era tutto reale in quel momento…

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