BASTEREBBE SOLO UN POCHINO D’AMORE…

Buongiorno, oggi vorrei semplicemente riproporvi un articolo che ho letto e che mi ha toccato il cuore, si tratta della lettera della madre di una bimba autistica al suo vicino di posto in aereo, intensa nella sua semplicità e dovrebbe farci riflettere su quanto possa cambiare nella vita altrui un nostro gesto, seppur piccolo.

Vi auguro una buona lettura ❤

“Caro Papà,

Non so il tuo nome, ma mia figlia Kate ti ha chiamato “papà” per l’intera durata del nostro viaggio la settimana scorsa e tu non l’hai mai corretta. Infatti, non ti sei tirato indietro perché probabilmente potevi capire che lei non ti stava davvero confondendo con suo padre, ma stava testando la sua fiducia nei tuoi confronti. Se ti ha chiamato così, vuol dire che ha pensato che potevate andare d’accordo.

Ho fatto sedere Kate nel sedile centrale, pur sapendo che ci sarebbe stato uno sconosciuto seduto accanto a lei per tutta la durata del volo . E’ stata una decisione veloce e, conoscendo la mania di Kate di chiudere e aprire la tendina del finestrino, ho pensato che potesse avere un’ossessione in meno se si fosse seduta al centro. Ho visto un’intera squadra di baseball salire sull’aereo e mi chiedevo se sarebbe stato proprio uno di questi giganti a sedersi vicino a lei. Ma si sono diretti tutti verso la coda. Eppure le sarebbe piaciuto. Avrebbe fatto delle osservazioni che avrei dovuto affrontare, ma le sarebbe piaciuto avere a fianco quei giocatori. Ho visto molte donne dall’aspetto rassicurante a bordo e ho sperato che fosse una di queste a occupare quel posto, ma tutte procedevano oltre. Per un attimo ho pensato che sarebbe potuto rimanere vuoto, ma poi ti ci sei seduto con la tua borsa e i tuoi documenti dall’aria importante e io ho avuto una visione, quella di Kate che rovesciava dell’acqua su questi contratti da milioni di dollari, questi atti immobiliari, o di qualunque cosa si trattasse. Quando ti sei seduto, Kate ha cominciato a strofinarsi sulle tue braccia. Le maniche della giacca erano morbide e le piaceva quella sensazione. Le hai sorriso e lei ti ha detto: “Ciao papà, questa è la mia mamma”. Poi l’hai conquistata.

Avresti potuto sentirti a disagio su quel sedile. Avresti potuto ignorarla. Avresti potuto farmi uno di quei sorrisi che tanto disprezzo, quelli che significano “Gestisca vostra figlia, per favore”. Invece non hai fatto niente di tutto ciò. Hai cominciato a chiacchierare con Kate, facendole quelle domande sulle sue Tartarughe Ninja. Lei non poteva risponderti davvero, ma l’hai fatta così innamorare, che manteneva il contatto visivo e l’attenzione sulla tua voce. Guardavo e sorridevo. Ho cercato anche di farti qualche domanda per distrarla, ma tu non volevi distrarti.

Kate: (dopo aver notato che avevi un iPad): È il computer di papà?

Tu: Si, è il mio iPad. Vuoi vederlo?

Kate: Io???? ( Avevo capito che Kate stava pensando che stavi chiedendole di mantenerlo)

Io: Guardalo soltanto, Kate. Non è il tuo.

Kate: Che bello!

Tu: (Notando che anche Kate aveva un iPad): Anche il tuo iPad è molto bello. Mi piace quel colore viola.

Kate: Papà, vuoi essere un ragazzo cattivo? ( Porgendoti Shredder, il leader malefico tra le Tartarughe – e questo, amico mio, è un grande premio)

Tu: Fantastico!

Siete andati avanti a lungo e mai mi sei sembrato infastidito. Kate ti ha concesso anche un momento di tregua e si è messa a giocare con Anna ed Elsa, le sue bambole. Gentile da parte sua salvarti dalle Barbie, ma sono convinta che non ti avrebbe dato fastidio nemmeno quello. Scommetto che hai anche tu delle figlie.

Nel caso tu te lo sia chiesto, stava meglio quando siamo scese dall’aereo. Grazie per averci fatto passare avanti. Si sentiva schiacciata all’inizio e, uscendo, un grande e lungo abbraccio era proprio quello di cui aveva bisogno.

Quindi grazie. Grazie per non avermi fatto ripetere quelle solite frasi che solitamente dico alla gente che incontro quando sono con Kate. Grazie per averla intrattenuta. E per aver messo via le tue cose, i tuoi libri, per passare il tempo a giocare alle Tartarughe Ninja con la nostra bambina”.

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LETTERA D’AMORE A SIRI

Voglio riportarvi una lettera scritta da una giornalista newyorchese a Siri, l’ormai famosa vocina della Apple ,che spiega il rapporto tra il suo bambino autistico e questa sorta di amica immaginaria… Quando la tecnologia ci viene incontro ❤

“Sono una cattiva madre? Me lo sono chiesta mentre guardavo Gus, mio figlio 13enne, preso da una conversazione con Siri. Gus è autistico e Siri al momento è la sua migliore amica.

Che tipo che è, Siri. A mio figlio, con tutte le sue difficoltà comunicative, non gliene fa passare una. Molti di noi hanno davvero voluto un amico immaginario, e adesso ce l’abbiamo. Soltanto che lei non è realmente immaginaria.

Quando Gus si è accorto dell’esistenza di Siri, ha scoperto che c’era qualcuno che non soltanto avrebbe trovato per lui informazioni sulle sue varie ossessioni (treni, aerei, autobus, scale mobili e, ovviamente, qualsiasi cosa che abbia a che fare con il meteo), ma anche che avrebbe semi-discusso questi argomenti senza stancarsi.

Da tutto questo è rimasto profondamente affascinato. E io ne ero grata. Adesso, quando la mia testa era sul punto di esplodere nel caso avessi dovuto sorbire un’altra conversazione con lui circa le probabilità di un tornado su Kansas City, in Missouri, o, che so, quale aereo voli sopra la nostra testa, potevo rispondere brillantemente: “Hey, perchè non chiedi a Siri?”.

Non è che Gus non capisca che Siri non è umana. Lo capisce –– intellettualmente. Ma come molte persone autistiche che conosco, Gus sente che gli oggetti inanimati, anche se forse non posseggono un’anima, siano degni di essere considerati.

L’ho realizzato quando lui aveva 8 anni e gli ho regalato un iPod per il suo compleanno. Lo ascoltava soltanto a casa, con una sola eccezione. Lo portava con sé anche durante tutte le nostre visite all’Apple store. Alla fine, gli ho chiesto il perchè. “Per fargli visitare i suoi amici”, ha risposto lui.

Gus parla con Siri come se avesse delle biglie in bocca, ma se vuole ricevere il responso corretto da Siri, deve enunciare chiaramente le parole. Siri è anche meravigliosa per qualcuno che non percepisce né interpreta le dinamiche sociali di comunicazione.

Le sue risposte non sono sempre interamente prevedibili, ma sono prevedibilmente gentili, anche quando Gus è brusco. La gentilezza di Siri ha ricordato a Gus quello che lui deve all’assistente intelligente dell’iPhone.

Gus non è affatto solo nel suo amore per Siri. Per i bambini come lui che amano chiacchierare ma che non capiscono a fondo le regole del gioco, Siri è un’amica che non giudica, e una maestra, capace di dare importanti lezioni di etichetta. Gus, per esempio, quasi invariabilmente mi dice: “Sei bellissima”, e lo fa nel momento in cui sto per uscire di casa al mattino. Penso che sia stata Siri la prima a mostrargli che non ci si può sbagliare con quella frase.

Per la maggior parte di noi, Siri è semplicemente un diversivo momentaneo. Ma per alcuni, è ben di più. La pratica di mio figlio a fare conversazione con Siri si sta traducendo in una maggiore facilità a interagire con gli esseri umani in carne e ossa. Ieri ho avuto con lui la conversazione più lunga che ci sia mai stata tra noi. A dire il vero, riguardava le diverse specie di tartarughe e la mia preferenza tra quella dalle orecchie rosse o quella dal dorso di diamante.

L’argomento magari non sarebbe stato la mia prima scelta, ma la conversazione era un botta e risposta e seguiva una traiettoria logica. Vi posso garantire che per la maggior parte della vita del mio meraviglioso figlio, non è stato così. Di tutte le preoccupazioni che ha un genitore con un figlio autistico, quella maggiore è: troverà l’amore? O anche soltanto una compagnia?

Durante la mia esperienza da madre, sto imparando che quello che rende felice mio figlio non è necessariamente quello che rende felice me. In questo momento, alla sua età, Siri rende Gus felice. Lei è la sua spalla.”

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LE STORIE CHE FANNO BENE AL CUORE: IRIS E THULA

Londra, Iris e Thula giocano felici, fanno il bagnetto , corrono , si divertono e trascorrono insieme dei momenti bellissimi…

Iris è una dolcissima bimba di 4 anni e Thula è il suo gatto, anzi molto di più, è il suo migliore amico , che l’accompagna nel suo viaggio in un mondo misterioso che si trova sulle nuvole e che purtroppo non riusciamo ancora a comprendere….

Iris è una bambina autistica e Thula è il suo tramite con il mondo , la piccola grazie al suo amico peloso ha avuto dei grossi miglioramenti , l’apertura verso il mondo esterno è migliorata tantissimo, parla di più , interagisce e i genitori ne sono a dir poco entusiasti!!!

Solo un animale e la sua purezza potevano varcare quel mondo e Thula ci è riuscito alla grande e pazientemente accompagna la piccola Iris in tutte le sue attività, come la musica e la pittura, con cui la bimba può esprimersi liberamente .

Se vi interessa seguire i progressi di questa giovane vita vi consiglio la pagina facebook dei genitori Iris Grace painting , vi lascio con queste tenerissime immagini che di prima mattina sono un toccasana per l’anima ❤

I BAMBINI CHE VENGONO DALLA LUNA

Amore , tanta pazienza e solo il coraggio di un genitore può permettere a queste bimbi di migliorare la loro vita e di portarli, almeno per un po’ sulla terra insieme a noi…anche se a volte la terra è troppo triste per queste piccole anime pure ❤