CUCINA POLACCA: Kremówka papieska

Prima di partire per la Polonia mi sono informata un pochino sulla cucina tipica, avendo amiche polacche qualcosa conoscevo già e avevo anche già assaggiato, ma un dolce, fra tutti volevo provare di sicuro, è la kremowka papieska, rinominata recentemente così per il fatto che il papa, ormai santo, Giovanni Paolo secondo ne andasse ghiotto, infatti ad oggi sono famose quelle preparate a Wadowice , la cittadina del papa.

Purtroppo non ho avuto il tempo per andare anche li 🙂 ma non potevo esimermi dall’assaggiarla. Eccovi la ricetta.

Per la base:

Pasta sfoglia pronta 2 fogli, oppure usate la vostra ricetta preferita per la pasta sfoglia.

Per la crema:

 

  • 1 tazza di latte
  • 1 tazza di panna
  • 1 baccello di vaniglia 
  • 6 tuorli d’uovo
  • 70 g di zucchero
  • 40 g di maizena
  • 150 g di burro, freddo, tagliato a  dadini
  • Opzionale: 1 cucchiaino di rum

 Far bollire il latte mescolato con panna e vaniglia  . Mettere da parte per 10 minuti  e poi filtrare. Sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad addensare, aggiungere  la farina setacciata, mescolando bene e mettere in una pentola con fondo alto. Quindi versare nella pentola il latte caldo, mescolando costantemente e  addensando . Togliete dal fuoco, aggiungere il burro freddo e rum  e mescolare fino a quando il tutto sia legato. Mettere la pentola sul lato e attendere  . Durante il raffreddamento coprire la superficie a contatto con un foglio di pellicola per evitare la formazione della pellicina.

Questa è una delle tante varianti che si possono trovare, infatti ogni pasticceria la prepara in modo diverso, con strati di crema pasticcera e panna ecc.

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Racconti di viaggio: Auschwitz – Birkenau

Appena arrivati a Katowice con il diretto Wizzair da Burgas, intorno alle 10,30 abbiamo subito preso possesso dell’auto che avevamo precedentemente prenotato in aeroporto.

Tutto perfettamente negli orari dei nostri piani , inseriamo il navigatore e ci dirigiamo verso Oświęcim , il reale nome della cittadina che è diventata famosa suo malgrado per uno dei più grande stermini di massa.

Arriviamo senza alcun problema , ma sfortunatamente ci rendiamo subito conto che la fila per l’ingresso è lunghissima ( a quanto pare non capita mai , ci hanno spiegato che è stato un caso) dopo quasi un’ora di fila riusciamo ad entrare e prenotare la nostra visita guidata in italiano, attendiamo e iniziamo il nostro tour.

Ho letto e visto tantissimo sull’argomento dell’olocausto ma essere li è diverso, già trovarsi di fronte a quel cancello, a quella tristemente nota insegna, è abbastanza inquietante

La nostra guida non è particolarmente coinvolgente e non racconta niente di più che dei fatti puramente storici, se devo essere sincera mi aspettavo di più, aneddoti inerenti al campo, storie vere , perchè quel posto se potesse parlare avrebbe tante vite da raccontare…

Con un pochino di delusione proseguiamo la nostra visita e resto impressionata dagli oggetti appartenuti ai deportati, occhiali, scarpe, valigie, ma tre cose mi hanno impressionata veramente, le montagne di capelli umani , con i quali facevano dei tessuti, una grande urna contenente i resti delle ceneri di migliaia di persone recuperate dai forni crematori, e gli oggetti e i vestitini dei bambini.

I bambini, anime innocenti che venivano mandati direttamente alle camere a gas con le loro madri, perchè inizialmente il campo non era organizzato per donne e bambini.

Il nostro giro prosegue, percorriamo grandi tratti a piedi sotto il sole, ci sono quasi trenta gradi, clima inatteso per la Polonia a dire il vero, ma poi penso ai km che dovevano fare i deportati , senza ne mangiare ne bere ,mi vergogno di me stessa e continuo il mio percorso…

Vediamo nelle teche anche lo ziklon B , veleno utilizzato inizialmente per uccidere i topi e in seguito sperimentato sugli uomini , in uno di quei corridoi vennero chiusi un centinaio di deportati  per sperimentare gli effetti del gas e la tempistica , dopo ciò iniziò quella che viene ricordata col nome di soluzione finale .

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Di seguito vediamo alcuni forni crematori, tutti gli altri si trovano a Birkenau e sono ormai praticamente distrutti , in quanto i nazisti li hanno fatti saltare in aria per nascondere le prove poco prima dell’arrivo dell’armata russa.

Con un bus compreso nel biglietto della visita ci dirigiamo , sempre con la nostra guida ,a Birkenau, questo era il reale campo di sterminio, tutto meticolosamente organizzato per lo sterminio di massa, quell’ingresso terribile , visto e rivisto un milione di volte nei documentari, quei binari che portavano fin dentro l’inferno sulla terra, era tutto molto strano, non ho versato una lacrima e non so ancora perchè, io , che di solito sono un fiume in piena , ero come bloccata, in un silenzio tombale che avvolgeva il luogo, nessuna chiacchiera o chissà che altro, solo silenzio.

Solo una cosa mi ha dato parecchio fastidio del gruppo di italiani che era con noi, i selfie , una cosa davvero pietosa, chi davanti ai forni, chi davanti alle forche, ero abbastanza schifata dal comportamento di queste persone che non potevano certo essere definiti ragazzini, anzi, parliamo di persone già attempate, visto che io e il mio compagno eravamo visibilmente i più giovani del gruppo e io ho 36 anni !!! 

Ci dirigiamo verso le rovine dei crematori e poi a vedere le baracche , sono rimaste solo quelle di mattoni  mentre di quelle di legno ( distrutte dai nazisti) sono rimasti solo i camini di mattoni a testimoniare l’enorme quantità di baracche presenti.

Le baracche erano terribili, angusti dormitori, dove vivevano ammassati e praticamente senza riparo da pioggia o neve, in quanto le tegole erano solo appoggiate senza nessuna copertura sottostante, perciò chi dormiva sopra veniva sommerso dalla neve e chi dormiva sotto, dal fango, i più fortunati, se così si possono definire dormivano al centro, non avevano coperte la solo paglia e stracci che recuperavano, se non lo vedete ci vostri occhi non potete nemmeno immaginare lo squallore e la tristezza.

Provavo una strana sensazione a vedere quelle baracche , ad oggi immerse in un enorme prato verde, e pensare a tutte le anime che vi dimorano ancora, ero quasi intimidita a questo pensiero…

Nonostante la guida non sia stata delle migliori, consiglio a tutti, una volta nella vita di andare, anche solo vedere, per capire di cosa sia in grado l’essere umano.

TORNATA!!!

Eccomi di ritorno dal mio bellissimo viaggio con un patrimonio sempre maggiore di cultura modi di vivere… che dire, bello bellissimo, ho scoperto una terra che non avrei creduto così bella e ricca di luoghi da visitare e se avrete la pazienza di leggermi in questi giorni vi racconterò tutto nel dettaglio!!!!

Per ora vi lascio qualche foto…

Passione lettura anche in viaggio

image Mi organizzo con dei libri stupendi per arricchirmi ulteriormente, questi racchiudono alcune delle mie passioni , la lettura , la fotografia , la cucina e la storia dei campi di concentramento .

UN EROICO TROMBETTIERE

Nella bellissima piazza Rynek Glowny di Cracovia  si può udire ogni ora una nenia che proviene dalla torre principale della chiesa Kosciol Mariacki (Vergine Maria ).

Questa musica viene suonata in onore di un eroico trombettiere che ai tempi delle invasioni tartare aveva il compito di suonare una musica concordata per avvisare dell’arrivo imminente del nemico.

Questo sfortunato trombettiere non potè terminare la sua melodia perchè fu colpito alla gola da una freccia mentre suonava.

In ricordo di quell’episodio, e della sentinella che, col suo sacrificio, salvò la città dalla capitolazione, ancora oggi il suono della tromba si interrompe bruscamente durante l’esecuzione dell’inno mariano.

IL CASTELLO DI WAWEL , CRACOVIA

Uno dei luoghi più suggestivi di Cracovia è il castello di Wawel, in attesa di raccontarvi tutto nei dettagli vi offro un piccolo panorama ❤

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La leggenda del drago di Cracovia

Tanto tanto tempo fa, quando Cracovia era un piccolo paese situato vicino al fiume Wista, governava un re che si chiamava Krak. Era un re intelligente, coraggioso e giusto. Sotto il suo governo, la città crebbe in forza e ricchezza. Molti commercianti che vendevano preziosi ornamenti e ogni sorta di prodotti si arricchirono. Il re Krak governò felicemente per tanti anni. Gli abitanti della città non disturbavano nessuno, vivevano in pace. Però una notte, in una vuota caverna ai piedi del colle di Vavel, non si sa da dove, apparve un terribile drago. Il mostro era immenso, coperto di squame verdi e dalle sue fauci, che mostravano denti grandi e affilati, usciva una fiamma enorme.
Quando videro questo rettile così vicino al castello, gli uomini furono presi dal panico e dal terrore. Il drago aveva una fame terribile e rapiva in continuazione il bestiame al pascolo. Tutti coloro che osavano avvicinarsi alla sua grotta diventavano le sue vittime. Il drago stava bene, cresceva e con lui cresceva il suo appetito. Il re Krak non era più giovane, e non potendo combattere da solo contro il drago, allora rese pubblico che chi avesse abbattuto il drago e liberato la città avrebbe avuto metà del suo regno e sua figlia in sposa. Presto il suo proclama giunse alle orecchie di cavalieri e principi che abitavano nei pressi di Cracovia e anche a forestieri. Alcuni arrivarono da soli, altri con i loro scudieri, altri ancora con tutte le truppe. L’ entrata di ognuno era accolta con grida di gioia e con la speranza di liberarsi di quella terribile bestia. Purtroppo il drago si dimostrava sempre il più forte di tutti. Il fuoco che usciva dalla sua bocca, le squame dure come l’acciaio e i suoi denti affilati lo rendevano invincibile. Molti uomini persero la vita combattendo contro di lui, e le bianche ossa dei guerrieri che si vedevano davanti alla caverna scoraggiavano tutti gli altri dal tentare l’impresa. Soltanto pochi erano riusciti a scappare tutti “interi”. Ogni giorno arrivavano sempre meno cavalieri. Poi non arrivò più nessuno. Gli abitanti si abbandonarono alla disperazione, perché non avevano più la speranza di liberarsi del drago. Un giorno si recò dal re un coraggioso.
Era un giovane calzolaio di Cracovia che si chiamava Scuta. Sembrava che questo piccolo, snello ragazzo non avesse la minima possibilità di combattere contro il drago, dato che tanti forti ed esperti cavalieri avevano perso la vita. Il calzolaio pensava di battere la bestia non con la spada, ma con l’aiuto di uno stratagemma. Perciò uccise un grande ariete, lo svuotò delle interiora e mise al posto di quelle zolfo e catrame. Di notte si avvicinò alla caverna e lasciò lì l’ariete, che da lontano sembrava proprio vivo. All’ alba, quando il drago affamato uscì dalla grotta, vide quel boccone invitante, vi si buttò sopra e lo mangiò.
 Dopo un attimo, sentì dentro lo stomaco un grande bruciore. Per spegnere il fuoco, iniziò a bere l’acqua del fiume. Bevve, bevve, e la sua pancia crebbe sempre più. Infine scoppiò con un fragore tremendo.Gli abitanti sentirono il rumore, si recarono al fiume e urlarono di gioia. Il calzolaio sposò la principessa e prese metà regno. Dopo la morte del re, prese il potere e governò con giustizia. Con la pelle del drago fabbricò parecchie paia di scarpe.

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SI PARTE!!!!

Tutto pronto, valigie davanti alla porta, biglietti, passaporto…manchiamo solo noi, pronti per una nuova avventura 🙂

Ho girato quasi tutta l’Europa e la Polonia mi mancava proprio tra le bandierine sul mio personalissimo mappamondo , ecco , rimediamo subito.

Abbiamo noleggiato un’auto per avere la possibilità di fare tutti gli spostamenti necessari per un viaggio divertente e sopra le righe, senza però tralasciare le cose importanti da vedere.

Mia madre mi ha presa per pazza ” Ma che ci fai a vedere i campi di sterminio invece di tornare a luglio in Sardegna ? ” ahahahaha tipico delle mamme, era solo il suo modo di dirmi che le manco ❤

Meta molto sottovalutata ma ricca di storia e bellezze naturali, questa settimana anche il mio blog sarà interamente dedicato al viaggio e vi renderò partecipi dei bellissimi luoghi che visiterò e del cibo tipico che mangerò , insomma in un certo senso viaggeremo insieme 🙂

Ed ora si parte !!!

ASSENZA GIUSTIFICATA !!!

Eccomi di nuovo, il mio fine settimana è stato intenso e ricco di emozioni contrastanti, per questa ragione sono stata assente dal mio blog 🙂 ma sono giustificata e ora vi spiego il perchè.

Partiamo dal mio amore che sabato è andato  in ospedale per via dei dolori ad un orecchio che si sono rivelati segno di una brutta otite… e da li via a iniziare la terapia ( mai vista prima ) da ripetere circa ogni ora.

Come se non bastasse quella strega della mia figlia pelosa Minù è due giorni che mangia poco e niente e mi fa preoccupare 😦

Le cose positive invece di questo weekend riguardano i viaggi, io amo i viaggiiiiii!!! Ho girato praticamente quasi tutta l’Europa e credo che viaggiare sia il miglior modo in assoluto per spendere i propri soldi!!!

Andiamo con ordine, il 13 Luglio partiremo per la Polonia, meta europea che mi mancava all’appello e che desidero visitare da tanti anni per via della sua tristemente nota storia recente, perciò visiterò i campi di concentramento di AUSCHWITS -BIRKENAU.

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Ovviamente la Polonia non è solo quello , anzi, visiterò delle bellissime città come Cracovia e Breslavia , andrò alle meravigliose miniere di sale di  wieliczka e trascorrerò una giornata all’insegna della natura a Zakopane viaggiando su una zattera in un fiume in mezzo alle montagne e tanto altro che poi vi mostrerò al mio ritorno.

Ma le sorprese ( almeno per me ) non finiscono qui, infatti il 14 Luglio è il mio compleanno e il mio compagno,amante come me dei viaggi, ha deciso che il mio regalo di compleanno sarà un viaggio, meta per me sconosciuta !!!

Sto letteralmente impazzendo per la curiosità, ma non cede , ho provato di tutto dalle promesse alle minacce : ) 

L’unica cosa che so è che sarà a dicembre, che dovremo prendere tre voli e che si tratterà di un viaggio immersi nella natura e nelle neve 🙂

Conoscendo le mie come dire doti di curiosa ha perfino cancellato la cronologia nel suo pc…. CHE POCA FIDUCIA !!!! 🙂 🙂 🙂

Quindi sarò costretta ad aspettare al 14 Luglio e poi vi renderò partecipi, ovviamente se riuscirò a convincerlo prima lo saprete anche voi 🙂