70 ANNI IN 70 FOTO SECONDO L’ANSA DAL 1985 AL 1994

Ci avviciniamo sempre di più ai giorni nostri e quasi al termine di questo piccolo reportage fotografico, non sono brava con le date ma una cosa la ricordo con certezza , nel 1985 a Cagliari , mia città natale fece una bella nevicata, cosa scontata per tanti per non per noi, visto che non nevica mai nella città del sole 🙂

Un piccolo aneddoto divertente su di me e su quella giornata, nonostante la felicità nel vedere la neve per la prima volta , mi sono fatta preparare e portare a scuola dalla mia mamma e con mia sorpresa ero l’unica bimba in tutta la scuola , ovviamente tutti vollero andare a giocare, mi scappa sempre un sorriso a quel ricordo, ero già una piccola secchiona 🙂 🙂 🙂

Vi lascio con una carrellata di foto con didascalia !!

70 ANNI IN 70 FOTO SECONDO L’ANSA DAL 1975 AL1984

Eccomi finalmente arrivata al decennio in cui sono nata io 🙂 precisamente nel 1978 !!! 

Questo decennio è stato scandito da fatti che hanno segnato la nostra storia come l’omicidio di Aldo Moro e della sua scorta e l’attentato al Papa.

Noto che più si va avanti con gli anni e peggiori sono le notizie di cronaca… solo morti e stragi, il giornalismo sta iniziando a cambiare in quel periodo? Da allora si è iniziata a sfruttare la cronaca dell’orrore?

Anche se non è contemplato in queste foto, ricordo , ero molto piccola, il caso di un bambino  di cui ho parlato tempo fa in questo articolo, è la storia di Alfredino Rampi, il bimbo caduto nel pozzo artesiano che nonostante gli sforzi di tutti non si è riusciti a salvare…

Forse ,come asserivo poco fa ,questo è stato il primo caso  della cronaca del dolore in diretta tv, che è andata sempre peggiorando sino  ai giorni nostri.

Eccovi la carrellata fotografica con didascalia 🙂

Quando i dolci diventano opere d’arte

Se c’è sulla terra e fra tutti i nulla qualcosa da adorare, se esiste qualcosa di santo, di puro, di sublime, qualcosa che assecondi questo smisurato desiderio dell’infinito e del vago che chiamano anima, questa è l’arte.

Gustave Flaubert, Memorie di un pazzo, 1838

Sono rimasta incantata, da questi gioielli, luminosi , perfetti , candidamente bianchi o colorati, solo dopo un accurato sguardo ho capito che si trattava di dolci, si avete capito bene.

In Sardegna l’arte dolciaria è vasta , utilizzo il termine arte perchè è quello più corretto e una volta viste le foto capirete il perchè.

Oggi vi vorrei parlare nello specifico di una donna, un’artista dei dolci sardi, che con tanta maestria ha saputo reinterpretare ed elaborare i dolci della tradizione, questa donna è Anna Gardu

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Le ho chiesto di raccontarmi qualcosa sulla sua passione:

HÓRO dolci artistici
Quando la passione si trasforma in arte – nasce dall’amore per l’arte e la mia terra…. Mi è sempre piaciuto disegnare, adoro la ceramica, e i gioielli Sardi…. Provengo da una famiglia che da quattro generazioni si è’ sempre occupata di dolci tradizionali….avendo a disposizione la pasta di mandorle ho dato sfogo alla mia creatività plasmando nuove forme ispirate alle tradizioni Sarde . Essendo dolci creati da me dalle forme inedite sono stati brevetti ed il marchio depositato…..

Hanno seguito un percorso espositivo partendo da una prima mostra presentata in occasione delle Cortès Apertas ad Oliena nel 2010 dedicata “al l’identità” riportando gli elementi dei costumi tradizionali ed i gioielli Sardi, nello stesso anno presso il Museo MAN.

Nel 2011 mostra in gateaux dedicata alla “VIA CRUCIS” dove le meditazioni riportavano le problematiche attuali, attuaente in esposizione presso la chiesetta della Solitudine a Nuoro.

Presentazione allestimento per la Bit Sardegna. Percorso dei “cinque sensi+ 1” presentata presso il Museo MART di Rovereto .

Nel 2013 mostra presentata presso il Comune di Oliena in occasione delle Cortès Apertas intitolata “Libera…mente” nello stessi anno in occasione del premio letterario a Gavoi partecipato con la presentazione di un dolce alla realizzazione del filmato “raccontami una Storia” .

Nel 2013 partecipazione alla mostra collettiva sull’Artigianato “Galanias” presentata presso il museo TRIBÙ a Nuoro sempre nel 2013 in occasione delle Cortès Apertas a Fonni presentata mostra “Arte in Mano”….

Sono stati al museo delle tradizioni a Roma ed hanno seguito il percorso di presentazione della manifestazione Autunno in Barbagia presso il Cala di Volpe ed il Museo TRIBÙ.

Nel 2014 Castellabate premio Pio Alferano ho vinto il premio del Presidente della Giuria, il Critico d’Arte Vittorio Sgarbi Alferano …RE GALL MURAT….
2014 presentazione mostra filiera della mandorla Museo del Dolce…

La particolarità dei miei dolci sta’ nell’avere voluto trasferire sul dolce un linguaggio che parlasse della nostra terra…. Dal 2010 seguo un progetto che parte dalla filiera della mandorla autoctona ( con Cooperativa di giovani) laboratorio con scuola di Pasticceria Tradizionale per finire con il Museo del dolce …
Parteciperò all’EXPO 2015 presso il padiglione Eataly …..per chiunque volesse vedere i miei lavori e conoscere qualcosa in più Hòro , dolci artistici .

Ora vi mostrerò una carrellata fotografica dei suoi meravigliosi dolci, che spero di fotografare dal vivo nel mio prossimo viaggio in Sardegna!!! 

70 ANNI IN 70 FOTO SECONDO L’ANSA DAL 1945 AL 1954

Non ho potuto fare a meno di notare un articolo pubblicato da Ansa , per festeggiare i suoi 70 anni, ha deciso di utilizzare come mezzo la fotografia, che io adoro, hanno scelto delle foto di eventi che hanno scandito quegli anni dal 1945 al 2015.

Voglio riproporvele, divise a scaglioni decennali per fare viaggio nel tempo insieme a me…ecco vi le foto con didascalia 🙂

DAL 1945 AL 1954

 

 

DISABILITARE IL CERVELLO !!!

Mi piace leggere, anzi adoro leggere, e ancora di più mi piace comprendere le dinamiche della mente umana e le opinioni altrui, il loro modo di vivere, di rapportarsi al prossimo e i nostri blog in parte lo fanno, mettendo a nudo i nostri pensieri e le nostre opinioni su quello o quest’altro argomento.

Ho fatto questa premessa perchè ho appena letto un articolo che è stato ribloggato su un blog che seguo da pochissimo , l’argomento era scottante, la petizione di una madre che voleva giustizia per la propria figlia uccisa da un drogato , alcolizzato e senza patente , condannato a 4 anni con il patteggiamento e che solo dopo 6 mesi di carcere sconta il resto della pena ai domiciliari.

L’articolo invitava a non firmare la petizione, o meglio, spiegava che chi avrebbe firmato questa petizione probabilmente era peggiore di chi aveva ucciso la ragazza, chissà quale pazzo assetato di sangue e vendetta.

La frase che mi ha sconvolta di più è stata “Mi fanno più paura del poveraccio che ha fatto una cazzata, sì. Mi fanno più schifo, certo.” 

Ora, mi chiedo, ‘perchè dovrebbe essere giusto che una persona che ha VOLUTAMENTE tolto la vita ad un ‘altra, perchè tutti noi sappiamo cosa succede a mettersi al volante ubriachi , dovrebbe essere degno di chissà quale rispetto o carità?

Penso che quattro anni carcere per aver tolto la vita ad una persona , una ragazza nel fiore degli anni, aver distrutto un’intera famiglia siano davvero pochi e ritengo assurdo prendere pure per matti tutti coloro i quali vogliano aiutare questa madre nel suo intento di giustizia, un minimo di giustizia.

Non nego le mie posizioni in merito alla giustizia italiana, io sono probabilmente una persona che potrebbe essere definita da tanti buonisti una giustizialista e la cosa non mi interessa se devo essere sincera, perchè penso che uno stupratore debba essere castrato, un pedofilo idem , non credo che dare una pacca sulla spalla a qualcuno che ha commesso questi reati cambi la situazione, perchè, come abbiamo potuto vedere nel corso degli ultimi anni, chi compie determinati reati continua a perpetrarli appena esce dal carcere.

Non sottovalutiamo chi si mette alla guida ubriaco giustificandone il gesto, perchè è come se girasse con una pistola puntata tra la folla, sa che può colpire in qualsiasi momento e sinceramente leggere una frase in cui si dice nel blog che la colpa è dello stato che ha il monopolio sugli alcolici , beh diciamo che ho davvero poche parole per il disgusto che provo.

Avrei voluto ovviamente lasciare un mio piccolo pensiero, corretto , non eccessivo, per quanto questo argomento mi sconvolga , ma non ho potuto farlo perchè la persona in questione ha disabilitato i commenti … perciò ho scritto qui e attendo i vostri , perchè come sempre con maturità vorrei ascoltare anche il vostro pensiero in merito .

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FOLLIA A-SOCIAL!!!

Premettendo il fatto che penso che i social network siano un modo per poter comunicare velocemente con chi è lontano, dal canto mio, in quanto expat sono una manna!!! Vedere la mia mamma su skype , sentire gli amici lontani e perchè no , chiacchierare davanti ad una tazza di te anche se a migliaia di km di distanza 🙂

Ma , c’è sempre un ma… oggi vorrei parlarvi del rovescio della medaglia e non intendo quella parte in cui si dice che si tende ad isolarsi a parlarsi meno faccia a faccia ecc. ma ad un fatto curioso che osservo da tempo; LA FOLLIA UMANA !!!

Ho letto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare 🙂

Vi faccio un banalissimo esempio, per ragioni culinarie sono iscritta a vari gruppi di cucina , ai quali, devo essere sincera non partecipo mai attivamente , ma quasi esclusivamente da spettatrice.

Non potete nemmeno immaginare quanto la gente si possa scannare, virtualmente per fortuna, per l’utilizzo di una farina o per la stesura dell’impasto della pizza!!!

Questo è solo un piccolo esempio ovviamente e chi come me fa parte dei social probabilmente ha notato qualcosa di strano, spesso e volentieri mi diverto di più a leggere i commenti che le notizie in se e non finisco mai di stupirmi di quanto sia caduta in basso l’Italia e di quanto sia ignorante il suo popolo, giovani generazioni che faticano a scrivere frasi di senso compiuto in un’epoca in cui l’ignoranza non ha scusanti di sorta .

Ma che problemi ha il genere umano? Per quale ragione la gente è così frustrata?

Allora mi sono posta delle domande, la frustrazione umana è creata dall’eccessivo uso dei social oppure questi ultimi ci permettono di mostrarla senza ritegno???

In realtà non ho una risposta definitiva e resto davvero perplessa a leggere commenti di attempate madri di famiglia che inneggiano al rogo verso coppie omosessuali o pseudo soubrette da quattro soldi che filosofeggiano in rete con una nonchalance che mi fa paura !!!

Ai posteri l’ardua sentenza… se il mondo esisterà ancora nonostante le angherie che subisce da noi “umani” il prossimo secolo forse qualcuno troverà una risposta per queste generazioni di psicopatici del web!!!

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CUCINA TIPICA SARDA: PANE ZICHI AL SUGO DI SALSICCIA

Il pane zichi è un pane tipico sardo, più specificatamente della zona chiamata Logudoro e in particolare da Bonorva, è riconosciuto a livello nazionale come P.A.T. cioè prodotto agroalimentare tradizionale.
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Conosco questo prodotto da poco tempo nonostante sia sarda perchè non proviene dalla mia zona, il Campidano, in cui è molto più diffuso il conosciutissimo pane carasau.
Come ogni buon italiano che vive all’estero anche la mia valigia è carica di cibarie tipiche 🙂 perciò oggi ho potuto preparare questo piatto.