LATITANTE…

Eccomi, oggi ce la posso fare!!!! Sto latitando dal blog e non sono presente come al solito e come sinceramente vorrei soprattutto per quanto riguarda la lettura degli articoli di voi amici blogger, che mi offrite sempre qualcosa su cui pensare, qualcosa di buono da mangiare o semplicemente belle fotografie da vedere.

Mi sono resa conto che da quando ho aperto il secondo blog, dedicato esclusivamente alla cucina , è come se fosse quasi un obbligo dover postare qualcosa e questo non mi piace tanto se devo essere sincera.

Le cose da dire, da raccontare non mi mancano mai, ho una bella fila di argomenti da trattare segnati in un post it… eppure a volte non riesco a scrivere…

Oggi perciò farò così, mi dedicherò a voi e ai vostri post e domani chissà … mi verrà pure voglia di scrivere.

Un abbraccio dalla latitante ❤

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VAMPIRI IN BULGARIA

Buongiorno!!!! Iniziamo la settimana parlando di un ‘argomento che mi intriga parecchio e diciamocela tutta , la settimana che attende halloween ci sta pure bene 🙂

Vampiri… belli , brutti, mostruosi, luminosi, diurni , vampiri in tutte le salse , ce li hanno propinati in ogni modi, tv , libri , fumetti , ma non stancano mai, forse perchè l’occulto affascina sempre, conoscere ciò che ci separa dal mondo dei morti può essere interessante e anche pericoloso.

Ma torniamo a noi, come tutti o quasi sapete , vivo in Bulgaria… almeno per ora 🙂 poi chissà … Non me ne vorranno i rumeni, che rivendicano da sempre la paternità del vampirismo , con il loro arcinoto conte Vlad , ma ci sono stati alcuni casi di ritrovamenti di corpi sepolti in modo alquanto strano e che fanno pensare che queste persone fossero stati tacciati come vampiri.

L’ultimo ritrovamento in ordine temporale risale a qualche settimana fa , precisamente a  Perperikon nel sud della Bulgaria dall’ archeologo Nikolay Ovcharov.

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Lo scheletro ,di epoca medievale, risale precisamente al 13° secolo e conservato in modo spettacolare, appartiene ad un uomo di circa 40 anni , l’hanno ritrovato con un paletto di metallo conficcato nel petto , tipico metodo utilizzato nei “rituali anti vampiri” che venivano praticati entro quaranta giorni dalla morte del defunto e che si attuavano in casi di morti diciamo sospette e nei casi di suicidio , questi rituali erano atti a prevenire un eventuale trasformazione e fuga dal mondo dei morti !!!

Questo caso nello specifico presenta anche, forse per precauzione , anche l’amputazione di una gamba del defunto , e veniva poi adagiata accanto al resto del corpo.

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Ovviamente al più presto , tempo permettendo , andrò a vedere questo fantastico ritrovamento , anche se , ovviamente questo sventurato è stato frutto di isteria collettiva e superstizione resto comunque affascinata da queste scoperte archeologiche…. e poi nella settimana di Halloween non si sa mai…. 🙂 🙂 🙂

I FANTASTICI DOODLE DI GOOGLE: LEV TOLSTOJ

Sarò infantile ma li adoro, sempre diversi alcuni anche interattivi e musicali, un modo in più per incuriosire gli internauti a scoprire e apprendere nuovi concetti.

Oggi google ci propone in onore a Lev Tolstoj un doodle inerente ai sui romanzi.

https://www.google.it/?gws_rd=ssl

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COLD CASE, JACK LO SQUARTATORE

La sua storia macabra ha affascinato milioni di lettori e telespettatori che nel corso dei secoli, perchè ormai di secoli si tratta hanno raccontato le sue vicende senza conoscerne l’identità.

Ma chi era veramente quel brutale assassino che mutilava le sue vittime con tanta precisione?

Secondo Russell Edwards , grazie ad  un vecchio scialle appartenuto ad una delle vittime dello sfortunatamente noto quartiere di Whitchapel a Londra, ancora intriso di sangue , grazie al dna ha svelato il nome dell’assassino, confrontandolo con i discendenti della vittima e del presunto carnefice.

Il suo nome è  Aaron Kominski, immigrato polacco che faceva il barbiere e che nel 1889 morì internato in un manicomio di Londra senza essere mai formalmente accusato.

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Il suo nome era presente nelle indagini dell’epoca, ma nonostante gli interrogatori gli investigatori non riuscirono mai a provarne la colpevolezza, ad oggi ,dopo ben 126 anni , la scienza ci ha permesso di dare un nome ad un assassino !!!

L’ispettore Donald Swanson, a capo delle indagini, scrive di Kominski nei suoi appunti:” è un ebreo polacco, di basso ceto, che vive con la sua famiglia a Whitechapel, la zona tristemente rinomata per i suoi quartieri degradati e teatro degli efferati delitti del killer.” e ancora «ha un grande odio per le donne … con forti tendenze omicide».

Che dire, per me, che sono un’appassionata di criminologia è una scoperta interessantissima e non posso esimermi dal comprare e dal consigliare agli estimatori del genere il libro di Russel Edwards 🙂 

Passione lettura anche in viaggio

image Mi organizzo con dei libri stupendi per arricchirmi ulteriormente, questi racchiudono alcune delle mie passioni , la lettura , la fotografia , la cucina e la storia dei campi di concentramento .

UN SORRISO PER VALENTINA

Tutto è iniziato il 17 aprile 2011 quando il marito ( in via di separazione )di Valentina la cosparge di cherosene e le da fuoco….

Valentina, giovane e bella ragazza dopo anni di vessazioni si rende conto della morsa che la sta attanagliando , che l’ha allontanata da tutto e tutti e decide di lasciare l’orco, la persona che aveva tanto amato e che nel corso degli anni l’ha privata di tutto con il suo essere possessivo .

Tutto procede per la separazione, finchè lui una notte con l’inganno, con il pretesto di ritirare dei documenti le chiede di passare a casa sua, lei resta nell’uscio ma la trappola era già scattata, musica ad alto volume per non sentire le urla di dolore, il cherosene a portata di mano e la follia omicida che si compie…

Valentina viene avvolta dalle fiamme, che , per fortuna non le daranno la morte, ma lasceranno in lei segni indelebili su tutto il viso e il corpo, i segni dell’anima poi… quelli non si possono quantificare.

Quell’essere immondo subito dopo si suicida, forse l’unica cosa decente che ha fatto nella vita.

Ora Valentina lotta, da anni lotta contro il dolore, contro la deturpazione e lo fa col sorriso, con la forza che solo una donna violata nell’animo sa togliere fuori.

Vi ho voluto raccontare la storia di questa donna della mia terra, così simile a tantissime altre purtroppo, perchè ora è uscito il suo libro, e i proventi serviranno a proseguire gli interminabili interventi per cercare di rendere a questa donna almeno una parvenza di normalità, nel fuoco ha perso una mano e gli interventi per riprendere la mobilità sono tanti.

Auguro  a questa donna bella e forte di tenere sempre il suo splendido sorriso che nessuno è riuscito a cancellare.

UN SORRISO PER VALE

 

ELOGIO ALLA MIA TERRA

Si dice spesso che noi sardi siamo testardi come muli ( decisamente vero ) e che amiamo la nostra terra in modo viscerale , tanto che le nostre bandiere ( i quattro mori ) le vedrete pure in capo al mondo!!!

Terra fatta di colori, sapori e profumi che non si dimenticano.Credo che il modo migliore per poterla celebrare sia proporvi un articolo dello scrittore Beppe Servegnini  che ha elencato i motivi per i quali tanti come lui la amano, la trovo veritiera e divertente 🙂

 

Quarantacinque motivi per cui torno in Sardegna da più di trent’anni (1972).

C’è il mare di mezzo. La gente non ci finisce per caso, ma ci va per scelta.
Il colore dell’acqua. Non ci sono Caraibi che tengano.

La sabbia non è polvere. Si infila nelle orecchie, ma poi esce.

L’elicriso profuma di Sardegna, o la Sardegna profuma di elicriso. Ancora non ho capito, ma non è importante.

Le danze tradizionali. Dopo tre filu e ferru, ballano anche i milanesi.

Gli occhi delle donne. Guardateli, e capirete perché in Sardegna comandano loro.

I malloreddos hanno un nome simpatico.

Le pecore hanno un’aria filosofica.

Cagliaritani e sassaresi sono così impegnati a litigare tra loro che non hanno tempo per noi continentali.

La salsiccia sarda è un salume sexy

Le seadas col miele sono una droga consentita.
Il ginepro è la versione botanica (e contorta) dei nuraghi: roba solida, che dura.

Hanno rovinato la piazzetta sabuada, ma Santa Teresa di Gallura resiste. Scendo a Rena Bianca (passione di mio figlio), mi sdraio e guardo la Corsica che mostra i denti. Magnifico.
Sulla strada per Castesardo sembra di essere in Colorado, e in più c’è il mare a destra.

I cafoni stanno (quasi) tutti in Costa Smeralda.
Ai miei amici sardi non piacciono i corbezzoli. Così li mangio io.

La gente pensa prima di parlare.

Rena Majore era più moderna nel 1979 che nel 2009.

Niente Camilleri e Montalbano. Ma di Sardegna hanno scritto Satta, Carlo Levi e D.H. Lawrence. Oggi Niffoi, Fois e Soriga (che fa un po’ l’inglese).

L’accento si può imitare. Basta allenarsi con amici sardi spiritosi.
L’uso del gerundio è affascinante (“Scherzando stai?”).

Certe calette sembrano il salvaschermo del computer.
Il vento rende nervosi molti turisti, che non ritornano. Meglio. Così si sta più larghi.

In un posto circondato dal mare (e che mare!) sono specializzati nella cucina di carne.

“Quando il traghetto, al termine della notte, si avvicinava alla Sardegna, alzavamo il naso per sentire il profumo. L’importante era non farsi notare. A diciotto anni sono ammesse battute e parolacce; non la poesia dell’alba sul mare” (romantici ricordi, da Italiani si diventa).

Sono terminati i lavori stradali al porto di Olbia. Incredibile.

La Sardegna piaceva a Montanelli e a De Andrè.

Bortolo Severgnini (1869-1916, fratello del nonno Giuseppe) venne mandato a Tempio Pausania, giovane procuratore del Re. Altri tempi, altre zanzare.

Chi dice che i sardi sono piccoli? Sono concisi.

Le doppie hanno un crepitio simpatico: ascoltate Francesco Cossiga. Anche quando non sono d’accordo su quello che dice, mi piace come lo dice.

Vicino alla magnifica isola grande, ci sono splendide isole piccole (Maddalena, Caprera, San Pietro e Asinara, dove sarebbe il caso di evitare asinate).

Alghero sa di Spagna, Cagliari di sud, Palau di vento, Oristano di sole e Masua di zucchero blu.

Vermentino freddo e mirto gelato funzionano come la salsa barbeque negli USA: evocatori d’estate.

I porcellini sono belli e buoni.
Spiaggia del Poetto a Cagliari. La ricordo urbana e decente, e avevano anche i gelati al biscotto.

Capo Testa scolpito dal vento. Suona banale, ma è vero.

Le donne sarde hanno cominciato a vestirsi in nero molto prima delle PR della moda a Milano.

Quando li chiami al telefono, i sardi ricordano sempre chi sei.

Il BAM (burino acquatico motorizzato) è abbastanza raro. In mare càpita di sentire il rumore delle onde.

Il sughero è più simpatico della plastica.

Cala Capra, sotto Palau. Una piscina della Florida senza gli svantaggi della Florida.

Se a Montirussu (Aglientu) costruiscono il solito residence, mi rivolgo alle Nazioni Unite.

Le piante piegate dal maestrale. Sembrano appena uscite dal parrucchiere.

C’è sempre una spiaggia vuota, anche in agosto.

L’estate non è un brodino tiepido californiano. L’estate sarda comincia (giugno), continua (luglio), si interroga (agosto), si stanca e se ne va (settembre). Come dire: buone vacanze, ci vediamo là.

Beppe Severgnini

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Un libro che ogni donna dovrebbe leggere…

Un libro che ogni donna dovrebbe leggere...