DISABILITARE IL CERVELLO !!!

Mi piace leggere, anzi adoro leggere, e ancora di più mi piace comprendere le dinamiche della mente umana e le opinioni altrui, il loro modo di vivere, di rapportarsi al prossimo e i nostri blog in parte lo fanno, mettendo a nudo i nostri pensieri e le nostre opinioni su quello o quest’altro argomento.

Ho fatto questa premessa perchè ho appena letto un articolo che è stato ribloggato su un blog che seguo da pochissimo , l’argomento era scottante, la petizione di una madre che voleva giustizia per la propria figlia uccisa da un drogato , alcolizzato e senza patente , condannato a 4 anni con il patteggiamento e che solo dopo 6 mesi di carcere sconta il resto della pena ai domiciliari.

L’articolo invitava a non firmare la petizione, o meglio, spiegava che chi avrebbe firmato questa petizione probabilmente era peggiore di chi aveva ucciso la ragazza, chissà quale pazzo assetato di sangue e vendetta.

La frase che mi ha sconvolta di più è stata “Mi fanno più paura del poveraccio che ha fatto una cazzata, sì. Mi fanno più schifo, certo.” 

Ora, mi chiedo, ‘perchè dovrebbe essere giusto che una persona che ha VOLUTAMENTE tolto la vita ad un ‘altra, perchè tutti noi sappiamo cosa succede a mettersi al volante ubriachi , dovrebbe essere degno di chissà quale rispetto o carità?

Penso che quattro anni carcere per aver tolto la vita ad una persona , una ragazza nel fiore degli anni, aver distrutto un’intera famiglia siano davvero pochi e ritengo assurdo prendere pure per matti tutti coloro i quali vogliano aiutare questa madre nel suo intento di giustizia, un minimo di giustizia.

Non nego le mie posizioni in merito alla giustizia italiana, io sono probabilmente una persona che potrebbe essere definita da tanti buonisti una giustizialista e la cosa non mi interessa se devo essere sincera, perchè penso che uno stupratore debba essere castrato, un pedofilo idem , non credo che dare una pacca sulla spalla a qualcuno che ha commesso questi reati cambi la situazione, perchè, come abbiamo potuto vedere nel corso degli ultimi anni, chi compie determinati reati continua a perpetrarli appena esce dal carcere.

Non sottovalutiamo chi si mette alla guida ubriaco giustificandone il gesto, perchè è come se girasse con una pistola puntata tra la folla, sa che può colpire in qualsiasi momento e sinceramente leggere una frase in cui si dice nel blog che la colpa è dello stato che ha il monopolio sugli alcolici , beh diciamo che ho davvero poche parole per il disgusto che provo.

Avrei voluto ovviamente lasciare un mio piccolo pensiero, corretto , non eccessivo, per quanto questo argomento mi sconvolga , ma non ho potuto farlo perchè la persona in questione ha disabilitato i commenti … perciò ho scritto qui e attendo i vostri , perchè come sempre con maturità vorrei ascoltare anche il vostro pensiero in merito .

images (1)

CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA!!!

Alla fine l’hanno uccisa, ci sono riusciti, perchè fin dall’inizio era quello il loro intento... hanno ucciso una mamma che voleva solo proteggere i suoi piccoli come ogni madre che si rispetti !!!

Le hanno fermato il cuore e con il suo anche una piccola parte del nostro si è fermato… l’uomo è la razza peggiore che esista sulla faccia della terra, passiamo il tempo a fare giochi di guerra, a stuprarci, a venderci, a ucciderci per un nonnulla e pretendiamo di essere considerati esseri umani, ma di umano non abbiamo nulla.

In questo mondo in cui la vita vale meno di niente, in questo mondo senza rispetto per niente e per nessuno, sempre di più mi auguro l’estinzione, la nostra , perchè non abbiamo più il diritto di stuprare questa terra nel modo più bieco possibile, cercando di volta in volta nuove giustificazioni ai massacri quotidiani che ormai passano davanti ai nostri occhi nella più totale indifferenza.

ADDIO DANIZA , CHE LA TERRA TI SIA LIEVE…

1836807_264342103774203_4895283545493674319_o

COME DIMENTICARE ?!

Proprio ieri pensavo di inserire una sua foto molto divertente nella mia rubrica ” come non li abbiamo mai visti” e oggi la triste notizia.

5886210-R3L8T8D-650-8118-620x

Un attore come pochi, che rendeva speciale ogni suo film, dai tempi di Mork e Mindy per proseguire con l’attimo fuggente, l’uomo bicentenario, Peter Pan,Patch Adams, successi sullo schermo spesso accompagnati da sconfitte nella vita personale tormentata , fatta di depressione abuso di alcol e droghe, ma mi piace ricordare l’uomo che ha cercato di essere, l’uomo che ha trasmesso messaggi postivi a tutti noi, è stata una grande perdita per tutti!!! ❤

10534067_846236492053514_7565799314666522924_n

  Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. Perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare: diventerà freddo e morirà. Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato: li avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati. Non sono molto diversi da voi, vero? Stesso taglio di capelli… pieni di ormoni come voi… e invincibili, come vi sentite voi… Il mondo è la loro ostrica, pensano di esser destinati a grandi cose come molti di voi. I loro occhi sono pieni di speranza: proprio come i vostri. Avranno atteso finché non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale? Perché vedete, questi ragazzi ora sono concime per i fiori. Ma se ascoltate con attenzione li sentirete bisbigliare il loro monito. Coraggio, accostatevi! Ascoltate! Sentite? “Carpe”, “Carpe diem”, “Cogliete l’attimo, ragazzi”, “Rendete straordinaria la vostra vita”!

LE RUGHE NON PENETRANO L’ANIMA

Volevo riportare qui una storia che mi ha commossa, un uomo comune, che ha avuto una vita normale , come tutti, che ha lasciato questo mondo in una casa di riposo, dopo essere rimasto vedovo.

Una storia come tante, ma con un particolare che grazie ad un’infermiera che si prendeva cura di lui è emerso.

Una poesia giaceva senza essere mai stata letta tra i pochi averi appartenuti a quest’uomo, queste frasi ci fanno pensare che dietro quelle rughe, dietro quella stanchezza, quella mancanza di forze che attanaglia prima o poi tutti noi, c’è uno spirito forte e giovane, fatto di ricordi di una vita intera trascorsa coi propri cari ❤

 

” Cranky ” – uomo vecchio …..

Cosa vedi infermiera ? … Cosa vedete ?
Che cosa stai pensando mentre mi guardi ?
” Un povero vecchio ” …. non molto saggio …
con lo sguardo incerto ed occhi lontani …
Che schiva il cibo …. e non da risposte ….
….. e che quando provi a dirgli a voce alta :
…. ” almeno assaggia ” !!!
sembra nulla gli importi di quello che fai per lui ….
Uno che perde sempre il calzino o la scarpa ….
…. che ti resiste, non permettendoti di occuparti di lui ….
per fargli il bagno , per alimentarlo …
e la giornata diviene lunga ….

Ma cosa stai pensando ? …. E cosa vedi ??
…. Apri gli occhi infermiera !! ….
perchè tu non sembri davvero interessata a me ….
Ora ti dirò chi sono …. mentre me ne stò ancora seduto quì
a ricevere le tue attenzioni … lasciandomi imboccare per compiacerti.
” Io sono un piccolo bambino di dieci anni con un padre
ed una madre ,
Fratelli e sorelle che si voglion bene ….
Sono un ragazzo di sedici anni con le ali ai piedi ….
che sogna presto di incontrare l’amore ….
A vent’anni sono già sposo … il mio cuore batte forte ….
giurando di mantener fede alle sue promesse ….
A venticinque ….ho già un figlio mio ….
che ha bisogno di me e di un tetto sicuro ,
di una casa felice in cui crescere.
Sono già un uomo di trent’anni e mio figlio è cresciuto …. velocemente, siamo molto legati uno all’altro da un sentimento
che dovrebbe durare nel tempo.
Ho poco più di quarant’anni, mio figlio ora è un adulto
e se ne và, ma la mia donna mi stà accanto ….
per consolarmi affinchè io non pianga.
A poco più di cinquant’anni … i bambini mi giocano attorno
alle ginocchia …..
Ancora una volta , abbiamo con noi dei bambini io
e la mia amata..
Ma arrivano presto giorni bui …. mia moglie muore …..
…. guardando al futuro rabbrividisco con terrore ….
Abbiamo allevato i nostri figli e poi loro ne hanno allevati dei propri.
….. e così penso agli anni vissuti … all’amore che ho conosciuto.
Ora sono un uomo vecchio … e la natura è crudele.
Si tratta di affrontare la vecchiaia … con lo sguardo di un pazzo.
Il corpo lentamente si sbriciola …
grazia e vigore mi abbandonano.
Ora c’è una pietra … dove una volta ospitavo un cuore.
Ma all’interno di questa vecchia carcassa un giovane
uomo vive ancora ….
e così di nuovo il mio cuore martoriato si gonfia ….
Mi ricordo le gioie … ricordo il dolore.
Io vorrei amare, amare e vivere ancora ….
ma gli anni che restano son pochissimi ….
tutto è scivolato via ….. veloce !!!
E devo accettare il fatto che niente può durare …..

Quindi aprite gli occhi gente …. apriteli e guardate ….
…. ” Non un uomo vecchio ” …..
avvicinatevi meglio e … vedete ME !!!

LE FOTOGRAFIE CHE HANNO FATTO LA STORIA: TUTTO PER UN PALLONE !!!

Alcides Ghiggia segna la rete del 2-1 nella finale del campionato del mondo 1950 e passa alla Storia come colpevole del “Maracanazo”. Il termine spagnolo Maracanazo (in portoghese Maracanaço) si riferisce alla sconfitta contro ogni pronostico del Brasile contro l’Uruguay, il 16 luglio 1950, al Maracanã di Rio de Janeiro nella finalissima per la Coppa del Mondo, che assegnò alla Celeste il suo secondo titolo di campione del mondo.


La grande fiducia dei brasiliani si poggiava, oltre che sul fattore campo, anche sull’elevato livello tecnico della nazionale: negli anni 1940, celebri calciatori come Barbosa,Friaça, Zizinho, Jair, Chico e Ademir erano entrati nel giro della Seleção, allenata dal 1945 dall’ex centrocampista del Flamengo Flávio Costa. In tutto il Brasile, furono vendute oltre 500 000 magliette con la scritta Brasil campeão 1950 (Brasile campione 1950).


Il giorno della partita, l’esterno del Maracanã appariva tappezzato di cartelloni recanti la scritta Homenagem aos campeões do mundo (Omaggio ai campioni del mondo).
Gli spettatori paganti risultarono ufficialmente 173 850, quelli presenti 199 854, un record ancora imbattuto. Appena un centinaio di essi erano tifosi uruguaiani.
Nel secondo tempo, dopo appena due minuti il centrocampista Friaça, sfruttando un intervento non impeccabile del portiere uruguaiano Máspoli, portò in vantaggio il Brasile. Il Maracanã esplose di gioia.
L’Uruguay tuttavia proseguì nel suo gioco ordinato, guidato dalla regia di Juan Alberto Schiaffino. Al 66′, dopo una rapida progressione sulla fascia, Ghiggia saltò il brasiliano Bigode e servì roprio Schiaffino, che, a tu per tu con Barbosa, mise la palla in rete. 


Al 79′, Alcides Ghiggia, servito da Pérez, si infilò nuovamente tra le maglie bianche della difesa e segnò la rete del vantaggio uruguaiano. Sul Maracanã cadde il silenzio.

I calciatori brasiliani cercarono disperatamente il gol del pareggio, ma l’Uruguay si chiuse in difesa con tutta la squadra e il risultato non cambiò più. Quando l’arbitro Reader fischiò la fine, il clima era surreale. Sugli spalti, decine di persone vennero colte da infarto: talune fonti parlano di almeno dieci morti all’interno dello stadio e di due spettatori suicidatisi gettandosi dagli spalti. 


Ghiggia, anni dopo, affermò: «A sole tre persone è riuscito di far tacere il Maracanã: Frank Sinatra, papa Giovanni Paolo II ed io». La nazionale uruguaiana, per motivi precauzionali, lasciò immediatamente il Brasile in volo per Montevideo. Questo non impedì un’aggressione ai danni di Ghiggia, che dovette rientrare in Uruguay in stampelle. 


Il Brasile proclamò tre giorni di lutto nazionale. Molte persone in tutto il Paese, chi per la delusione, chi perché aveva perso tutto scommettendo gran parte dei propri averi sulla vittoria della Seleção, si tolsero la vita: alla fine sarebbero stati certificati 34 suicidi e 56 morti per arresto cardiaco in tutto il paese.

Ary Barroso, il popolare musicista autore del famosissimo “Aquarela do Brasil”, che lavorava anche come radiocronista calcistico e che aveva commentato la finale, decise poco tempo dopo, di abbandonare la professione di giornalista. Il difensore brasiliano Danilo, caduto in una profonda crisi depressiva, tentò il suicidio.
Ancora oggi, nonostante i 5 titoli mondiali nel frattempo vinti, il Brasile intero non riesce a dimenticare il drammatico episodio e sogna una storica rivincita nei confronti della “Celeste”.

MI PIACE RICORDARLO CON QUESTA CANZONE …

VORREI DIVENTARE UN ALBERO

Mi piacerebbe un giorno diventare un albero, si proprio un albero.

No, non sono pazza ( almeno credo ) , mi riferisco ad un articolo che ho letto da poco e che mi ha incuriosita parecchio, si tratta delle urne cinerarie BIOS.

10421602_792086777479665_4027175493430380254_n

Che cos’è Urna Bios?

Urna Bios è un’urna funeraria realizzata in noce di cocco, torba compattata e cellulosa (materiali biodegradabili), che trasformerà le ceneri del defunto in un albero dopo la morte. Dentro l’urna c’è un seme di pino, che può essere sostituito da qualsiasi altra sementa o pianta, che crescerà per ricordare la persona amata in un modo unico. Si può dunque anche scegliere che tipo di albero si desidera essere dopo la morte. Bios Urn trasforma la morte in un ritorno alla vita attraverso la natura.

Come funziona Urna Bios?

La parte superiore dell’Urna Bios è stata appositamente progettata per permettere al seme di germogliare. Prima di seppellire l’urna, sarà necessario miscelare i componenti con un po’ di terreno su cui si desidera far crescere l’albero. Grazie alla sua struttura, Bios Urna mantiene il seme separato dalle ceneri. L’albero cresce nel vano superiore, fino a quando l’urna si inizia a degradare. Dopo questo tempo l’intero set diventa parte del sottosuolo e fertilizzante per l’albero.

Urna-Bios

Non so voi ma io trovo davvero bellissimo ricordare ed essere ricordati semplicemente in un bellissimo parco pieno di alberi, penso che l’argomento morte si vivrebbe con maggiore serenità.

Comunque, si mi piacerebbe proprio diventare un’albero, magari una bella quercia o un ulivo…. ❤

Marius, vittima della brutalità umana

Immagine

Non ci sono parole per definire la brutalità umana, Marius , giovane giraffino dello zoo di Copenaghen ne è stato vittima, ucciso e smembrato davanti ad una frotta di curiosi, famiglie intere con bambini, che assistevano impassibili a questa assurda atrocità legalizzata.

Mi chiedo, che insegnamento stiamo dando alle nuove generazioni? Ormai esiste solo l’indifferenza più totale… 

CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA

Immagine

Ciao a tutti, mi chiamavo Oscare e ieri notte sono volato sul ponte dell’arcobaleno e ho raggiunto tanti miei amici , che come  me sono stati uccisi dall’ignoranza e dalla cattiveria della gente.

Io facevo parte di una colonia felina molto famosa sapete? Eh si la ” COLONIA FELINA DI SU PALLOSU” , ero un gatto di mare… si si, non mi credete? io vivevo nell unica colonia felina che sta su una bella spiaggia sul mare della Sardegna, ma non posso più correre felice tra gli scogli….hanno spezzato la mia vita, e mamma Irina che mi amava tanto mi ha trovato morto sulla strada.

Non so perchè la provincia e il comune ce l’abbiano tanto con noi…ma nessuno ci vuole aiutare a vivere, mettendo dei cartelli che avvisino gli automobilisti della nostra presenza, ci odiano… e non sappiamo perchè, in passato è toccata questa brutta fine a tanti miei amici, oggi a me… e vorrei che qualcuno aiutasse la mia mamma e il mio papà umani in questa battaglia, spero che i veterinari della CLINICA VETERINARIA DUEMARI  si facciano venire un’idea…sono bravi loroooooo hanno salvato perfino Genoveffa dai suo carcerieri… ora vado il ponte dell’arcobaleno mi aspetta , aiutatemi a non essere morto invano,

Il vostro amato Oscare, miaaaaaaaoooooo !!!