L’enigma di Alan Turing, l’uomo che vinse la guerra

Ieri per la prima volta ( ammetto la mia ignoranza) ho sentito parlare di questo personaggio affascinante ed enigmatico e della sua incredibile vita.

Alan Turing , matematico , logico e crittografo che viene considerato uno dei padri dell’informatica, nasconde nella un grande segreto in una vita apparentemente calma e tranquilla di un docente e studioso di matematica.

images (1)

La sua storia mi ha davvero affascinata e anche lasciato l’amaro in bocca per il suo triste finale, quest’uomo dalla mente eccelsa ha reso possibile la vittoria da parte delle forze alleate nella seconda guerra mondiale.

Quello che lui insieme ad altri studiosi hanno fatto è stato decifrare i messaggi criptati dai tedeschi tramite l’utilizzo di una macchina chiamata ENIGMA .

Enigma-plugboard

Ovviamente il lavoro fu immenso e Alan realizzò una macchina che prese poi il nome di MACCHINA DI TURING utilizzando come base di idea una macchina polacca utilizzata per decriptare chiamata BOMBA , ovviamente molto più avanzata e per questo considerata uno dei primi computer.

turing-bombe

Purtroppo la vita di questo sfortunato genio fu triste e solitaria , senza alcun riconoscimento da parte dello stato britannico, anzi , fu perseguito penalmente in quanto omosessuale e condannato con pena alternativa alla castrazione chimica che lo portò a molte disfunzioni quali la ginecomastia e stati depressivi che lo indussero al suicidio mediante una mela avvelenata dal cianuro di potassio all’età di 41 anni.

images

Solo ora , finalmente arrivano per lui i riconoscimenti ufficiali e la grazia postuma per quello che assurdamente veniva considerato un reato, morto senza mai poter rivelare a nessuno la sua storia, il suo essere un eroe di guerra che, pur non essendo in prima linea, ha portato alla vittoria di una guerra che stava distruggendo l’Europa intera.

Essendo una curiosa per natura non ho potuto resistere e ieri ho guardato il film a lui dedicato e mi permetto di suggerirvelo perchè mostra il lato fragile ed umano di una persona che ha permesso a tutti noi oggi di poter essere qui , liberi !!!

Eccovi il link

THE IMITATION GAME

Quello che non sappiamo…

Non amo fare politica ma credo che diffondere i fatti reali sia un nostro dovere, per aprire gli occhi, per capire, per non mettere la testa sotto la sabbia.

Vi posto un video lungo, guardatelo quando avete tempo, ma fatelo, vi prego, per amore di conoscenza, affinchè si sappia cosa accade realmente.

Il resto ve lo dirà il video…buona visione .

RACCONTI DI VIAGGIO: RIESE COMPLEX, IL SEGRETO DI HITLER

Nascosto tra le montagne polacche della Bassa Slesia, al confine con la Repubblica Ceca si trova il Riese complex, bunker sotterraneo che copre oltre 35 chilometri quadrati fatto costruire da Hitler tra il 1943 e il 1945.

Le ipotesi che sono state fatte sul motivo della realizzazione di un progetto tanto gigantesco sono varie, dalla sperimentazione di armi di distruzione di massa, alcuni teorizzano la realizzazione di un progetto militare aereo chiamato col codice v-7 , altri pensano al bunker come luogo per trafugare tutto il consistente bottino di guerra nazista, infine ,più semplicemente si ipotizza un’ enorme città sotterranea come base di Hitler.

Non si verrà mai a sapere la verità ,come spesso accade in questi casi, perchè anche se fosse scoperte, a noi comuni mortali verrebbe tenuta nascosta, soprattutto se coinvolgesse casi di sperimentazione militare .

Il dato di fatto è uno però, li dentro è stato versato tanto sangue innocente, per costruirlo infatti sono stati usati dei deportati di un campo di concentramento vicino, le condizioni erano proibitive, pochissimo cibo, nessun sostegno medico, infatti, quando un deportato mostrava segni di cedimento o semplicemente un malore veniva mandato a morte nei campi di sterminio.

Per il Reich erano solo oggetti, macchine da lavoro che una volta diventate inutilizzabili venivano gettate via.

Noi abbiamo visitato solo una piccola parte,in quanto è davvero gigantesco e si divide in diversi complessi,alcuni che possono essere visitati solo con una piccola barca.

Questo luogo rimane ancora poco conosciuto, e poco visitato, quasi esclusivamente da amanti della storia della seconda guerra mondiale, mentre penso che meriterebbe più attenzione, il fascino del mistero che lo avvolge è grande, ed è incredibile cedere l’immensità del lavoro che è stato fatto.

Voglio mostrarvi alcune foto che abbiamo scattato al suo interno.

 

Come si può vedere nelle foto, all’interno sono state trovate armi, tavoli di tortura per gli interrogatori, zone di guardia armate, nessuna sa cosa si faceva in quelle infinite gallerie che ancora oggi si mantengono perfettamente intatte ma credetemi, la fantasia vola, perchè in certo senso ti senti dentro la storia, e immagini quante persone hanno camminato, quante hanno versato il loro sangue, i carri armati che si muovevano nelle gallerie, è stato davvero emozionante !!!

Per chi avesse la curiosità di sapere altro in merito lascio un link sul KOMPLEX RIESE

Passione lettura anche in viaggio

image Mi organizzo con dei libri stupendi per arricchirmi ulteriormente, questi racchiudono alcune delle mie passioni , la lettura , la fotografia , la cucina e la storia dei campi di concentramento .

IERI E OGGI: LO SBARCO IN NORMANDIA

Esattamente settant’anni fa la Normandia, regione francese all’estremo nord, fu protagonista di un evento che rimase impresso nella storia e che ad oggi a distanza di tanto tempo tutti conoscono e ricordato come il D-day, che rappresentò uno dei momenti cruciali  per la sconfitta della Germania nazista .

Per commemorare questo giorno, il  fotografo Chris Helgren ,utilizzando foto di archivio dell’epoca riguardanti il D-day , ha fatto un reportage moderno , riproponendo le stesse angolazioni degli scatti , negli stessi punti precisi dell’epoca.

L’ho trovato davvero interessante e vi voglio proporre questa galleria 🙂

Questo slideshow richiede JavaScript.

LE FOTOGRAFIE CHE HANNO FATTO LA STORIA: MATRIMONIO NAZISTA

Hitler alle nozze di Joseph Goebbels in qualità di testimone.
Le ultime ore e le circostanze della morte di Goebbels, di sua moglie e dei loro sei figli, restano non completamente chiarite. La sera del 1º maggio, alle ore 20, la signora Goebbels, insieme a un medico delle SS, Helmut Kunz, narcotizzò i bambini con della morfina: una volta addormentati, Magda Goebbels, forse con l’aiuto del dottor Ludwig Stumpfegger, li uccise, rompendo dentro la loro bocca una capsula di cianuro.

Poi Goebbels sparò alla moglie, rivolgendo quindi l’arma verso di sé. Secondo una diversa ricostruzione, invece, egli e la moglie, date disposizioni per la cremazione dei loro corpi, si sarebbero fatti uccidere con due colpi alla nuca esplosi da un attendente.

Di fatto, quando i loro corpi vennero ritrovati dai sovietici, erano carbonizzati a tal punto da non consentire analisi.

10342495_553949104716072_3813122886576919060_n

L’angelo del ghetto di Varsavia

Voglio raccontarvi una storia d’amore fuori dal comune, si tratta di amore per la vita, amore per il prossimo.

Si chiamava Irena Sendler ed era una giovane donna polacca con un cuore grande e una grande forza di spirito che insieme ai suoi compagni della resistenza ha salvato circa 2500 bambini ebrei da morte certa, portandoli fuori dal ghetto di Varsavia.

Grazie ad un permesso speciale aveva l autorizzazione ad entrare nel ghetto e con mille astuzie e strategie ogni volta riusciva a salvare neonati e bambini tenendoli nascosti nel suo furgone , con l’aiuto dei suoi cani, addestrati ad abbaiare ai militari nazisti, evitava spiacevoli controlli e riusciva nel suo intento , portando i bimbi al sicuro e procurandogli dei documenti falsi anche con l’aiuto di alcuni sacerdoti, ma Irena con tutta la sua bontà sapeva quanto era importante che un giorno i bimbi potessero ricongiursi alle loro famiglie d’origine e escogitò un trucco, nascose infatti delle liste di nomi e cognomi veri dei bimbi in corrispondenza di quelli falsi e nascose questa lista all’interno di alcuni barattoli di marmellata sepolti poi nel suo giardino.

Dopo la guerra alcuni dei bambini poterono ricongiungersi ai loro cari , purtroppo molti di essi erano morti all’interno dei campi di concentramento.

Purtroppo la vita per Irena non fu semplice, infatti nel 1943 fu arrestata dalla Gestapo e sottoposta a tortura, le furono spezzate gambe e braccia, ma non cedette, fu condannata a morte ma fortunatamente salvata dai suoi compagni della resistenza polacca.

Nel corso della sua vita ebbe diversi riconoscimenti per il suo operato e fu candidata anche al premio nobel , morì nel 2008 a Varsavia.

« Ogni bambino salvato con il mio aiuto è la giustificazione della mia esistenza su questa terra, e non un titolo di gloria »

(Lettera al Parlamento polacco)

Immagine