IL MALE ASSOLUTO

Credo che tutti o quasi abbiate visto il video o comunque letto la notizia, io non l’ho guardato, mi fa troppo male vedere certe cose.

Siamo arrivati all’apice, alla follia totale, il terrorismo sta prendendo il sopravvento e quello che ne deriverà sarà solo una grande e cruenta guerra, ma a questo punto non penso che si possa fare altro.

Siamo braccati, ci sono cellule terroristiche in tutti i paesi occidentali e forse abbiamo chiuso gli occhi per troppo tempo e questi sono i risultati…

Lascerò parlare questa foto , che vale più di mille parole….

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UNA DONNA PER LE DONNE !!!

Credo che lo stupro sia uno degli atti più abominevoli che un uomo può compiere nei confronti di una donna e purtroppo esistono zone del mondo in cui è visto come un atto quasi normale o comunque contro il quale non si può fare nulla.

Sentiamo ogni giorno di quanti stupri vengano perpetrati in India, in Africa e in Medio Oriente, con questo non voglio dire che i paesi europei ne sono immuni, ( magari ) ma , culturalmente parlando da noi lo stupro viene condannato moralmente da tutti mentre purtroppo in alcuni paesi è visto come una metodologia punitiva addirittura approvata da alcuni regimi.

Ci sarebbe tanto da scrivere, forse troppo, come troppo è l’odio che viene riversato sulle donne… vi posterò qui un documentario in merito

Ma oggi vi vorrei mostrare un’altra cosa, un dispositivo anti-stupro, inventato da una donna , per le donne !!!

“Si tratta di un dispositivo di lattice, dalle dimensioni di un tampone, che si infila nel canale vaginale come un diaframma. Si inserisce grazie ad un tampone applicatore, e si toglie utilizzando lo stesso applicatore.
Durante la penetrazione le microscopiche setole dentate che lo ricoprono si conficcano nelle carni del violentatore, provocandogli pene infernali. Il dolore è talmente acuto e forte che la donna ha il tempo di fuggire e chiedere aiuto, dal momento che lo stupratore è ko per qualche tempo, e non riesce a reagire.”
La dottoressa Sonnete Ehlers ha  sviluppato strumento antiviolenza per far sì che le donne riescano a difendersi contro gli stupratori.
L’idea è nata  nel momento in cui  una vittima di stupro le ha detto: “se soltanto avessi potuto avere dei denti laggiù!”
Molte sono state le critiche negative : è stato definito un metodo medievale, ma la Ehlers ha risposto “Uno strumento medievale per un atto medievale”
Ovviamente concordo con la dottoressa Ehlers, anche se mi rendo conto di quanto sia assurdo e terribile che nel 2015 si debba vivere in una società che non è stata in grado di dare un minimo di educazione sessuale agli uomini e che non sia riuscita ad instillare il rispetto verso le donne!!!
A mali estremi , estremi rimedi !!!
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Giornata contro la violenza sulle donne

Argomento che ho trattato spesso e che mi fa sempre molta rabbia, oggi le bacheche di facebook , i blog, e quant’altro pullulano di immagini , video e di frasi contro la violenza sulle donne.

Mi chiedo quanta falsità ci sia dietro , quante di queste donne dissimulano ogni giorno una vita normale, sorrisi forzati con le “amiche” , con i parenti, tutto per il buon nome della normalità, del lavare i panni sporchi a casa e perchè no, in alcuni casi semplicemente per non ammettere di aver fallito nella scelta dell’uomo che sta accanto o più semplicemente per la paura di restare sole.

Sarò cinica forse, ma penso che le donne si possano salvare da sole, ogni santo giorno, non permettendo a nessuno di alzare la voce con loro, di essere sottomesse a chiunque sia e tantomeno abusate in un qualsiasi modo.

Ho visto sorrisi finti che negavano l’evidenza , persone che si sono allontanate per mantenere quella facciata che avevano creato con tanta forza e determinazione nel corso degli anni, persone che hanno lottato per cercare di avere un figlio da quell’essere inutile, perciò mi chiedo, quanta responsabilità abbiamo ??? Tanta secondo me… e ancora di più chi mette al mondo un figlio nella consapevolezza di quel rapporto malato.

Ho guardato e riguardato , letto e riletto , mille e una storia di violenze sulle donne e quasi tutte hanno un denominatore comune, l’ostinazione delle donne a portare avanti rapporti malati, spacciandoli per amore, allontanando spesso amici e familiari nel nome di quel finto amore ….

Non ho consigli da dare perchè ognuno vive la vita a modo suo e io non sono nessuno per giudicare gli altri, ma dico solo una cosa, impariamo a giudicare noi stessi… a conoscerci, a vedere i nostri limiti e i limiti di chi ci sta accanto e liberiamoci dal peso invece di fingere … forse le cose cambiarebbero!!!

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Stefano è stato ucciso due volte…

L’ennesima vergogna che porta la firma dei giudici italiani, insufficienza di prove dicono….già , un modo come un’altro per insabbiare un omicidio di stato.

Stefano era un santo? NO DIREI DI NO , ma nemmeno una persona pericolosa o che avesse compiuto atti efferati tanto da inimicarsi in quel modo le guardie carcerarie, cheinognicasodevonorispettareleleggi !!!

Un caso come tanti purtroppo, che passerà nel dimenticatoio come tutto in Italia, perchè ci si rassegna al fatto che la malavita giudiziaria sia più forte , nemmeno la forza di una madre che combatte per avere giustizia , nemmeno migliaia di firme su una petizione potranno cambiare gli eventi.

Ecco perchè Stefano è stato ucciso due volte… dallo stato e dai suoi uomini la prima e anche la seconda volta!!!

Chi mi conosce sa la severità del mio giudizio verso chi delinque , ma questi casi assurdi di persone assolutamente innocue , pestate a morte da agenti penitenziari frustrati e fuori controllo non la posso sopportare, perchè queste persone non provano a pestare un boss???? Perchè non provano a pestare un tagliagole?

Questo è sintomo della mancanza totale di controllo di un profilo psicologico e psichiatrico di tanti individui che dovrebbero proteggerci e che, non dimentichiamo , sono armati!!!

Oggi voglio ricordare lui, un ragazzo come tanti , caduto nel tunnel della droga , che doveva scontare la sua pena, ma che non doveva morire in quel modo !!!

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UNA DONNA COME TANTE

Moglie e madre di quattro figli, questa la frase che Elena Ceste scriveva sul suo profilo di facebook, una donna come tante, che si sposa giovane, si trasferisce in un paesino di provincia e diventa madre di quattro figli.

Apparentemente una vita tranquilla, casa e chiesa , ma anche dietro queste storie all’apparenza banali si nascondono retroscena impensabili.

Storie di frustrazione quotidiana, di una vita che non ti aspettavi di avere, di una libertà mancata, credo che tutti questi fattori abbiano portato alla morte di questa giovane madre.

Mi chiedo perchè si arriva a questo? Perchè si tende a portare avanti queste vite farsa, fasulle, che stanno strette , siamo ancora così retrogadi in Italia da additare qualcuno per un divorzio? Siamo ancora così bigotti da non capire che il per sempre a volte non è possibile ????

Mi pongo queste domande perchè dopo i centinaia di casi di omicidio ( penso decisamente che questo lo sia ) sono scaturiti da matrimoni falliti, da matrimoni inutili, logoranti, finti, di facciata , portati avanti per noia o per interesse, ma tutti con lo stesso tragico risvolto, l’ omicidio.

Forse nel 2014 noi donne dovremmo prendere coscienza e abbandonare tutti questi inutili retaggi culturali che ti impongono di sposarti e fare figli per forza, anchesenonseifeliceperchètuttifannocosì !!!

Basta sentire le interviste ai familiari di Elena per comprendere l’ipocrisia della classica famigliola di paese che mette tutto a tacere e nega l’evidenza, quelle parole finte e omertose che negano ogni malessere di quella povera donna che era afflitta da mille demoni che l’hanno portata alla morte, in un nome di un vincolo che non può e non deve essere sciolto, ma non in nome di Dio, ma in nome dell’apparenza .

Vorrei dire solo una cosa alle donne, siate felici , sempre e comunque e se non lo siete cambiate vita , ne abbiamo una soltanto e dobbiamo viverla al meglio , abbandonate questi inutili stereotipi e pensate in grande , andate oltre!!! 

Un addio ad una donne come tante, Addio Elena…

https://www.facebook.com/unadonnaconlavaligia

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DISABILITARE IL CERVELLO !!!

Mi piace leggere, anzi adoro leggere, e ancora di più mi piace comprendere le dinamiche della mente umana e le opinioni altrui, il loro modo di vivere, di rapportarsi al prossimo e i nostri blog in parte lo fanno, mettendo a nudo i nostri pensieri e le nostre opinioni su quello o quest’altro argomento.

Ho fatto questa premessa perchè ho appena letto un articolo che è stato ribloggato su un blog che seguo da pochissimo , l’argomento era scottante, la petizione di una madre che voleva giustizia per la propria figlia uccisa da un drogato , alcolizzato e senza patente , condannato a 4 anni con il patteggiamento e che solo dopo 6 mesi di carcere sconta il resto della pena ai domiciliari.

L’articolo invitava a non firmare la petizione, o meglio, spiegava che chi avrebbe firmato questa petizione probabilmente era peggiore di chi aveva ucciso la ragazza, chissà quale pazzo assetato di sangue e vendetta.

La frase che mi ha sconvolta di più è stata “Mi fanno più paura del poveraccio che ha fatto una cazzata, sì. Mi fanno più schifo, certo.” 

Ora, mi chiedo, ‘perchè dovrebbe essere giusto che una persona che ha VOLUTAMENTE tolto la vita ad un ‘altra, perchè tutti noi sappiamo cosa succede a mettersi al volante ubriachi , dovrebbe essere degno di chissà quale rispetto o carità?

Penso che quattro anni carcere per aver tolto la vita ad una persona , una ragazza nel fiore degli anni, aver distrutto un’intera famiglia siano davvero pochi e ritengo assurdo prendere pure per matti tutti coloro i quali vogliano aiutare questa madre nel suo intento di giustizia, un minimo di giustizia.

Non nego le mie posizioni in merito alla giustizia italiana, io sono probabilmente una persona che potrebbe essere definita da tanti buonisti una giustizialista e la cosa non mi interessa se devo essere sincera, perchè penso che uno stupratore debba essere castrato, un pedofilo idem , non credo che dare una pacca sulla spalla a qualcuno che ha commesso questi reati cambi la situazione, perchè, come abbiamo potuto vedere nel corso degli ultimi anni, chi compie determinati reati continua a perpetrarli appena esce dal carcere.

Non sottovalutiamo chi si mette alla guida ubriaco giustificandone il gesto, perchè è come se girasse con una pistola puntata tra la folla, sa che può colpire in qualsiasi momento e sinceramente leggere una frase in cui si dice nel blog che la colpa è dello stato che ha il monopolio sugli alcolici , beh diciamo che ho davvero poche parole per il disgusto che provo.

Avrei voluto ovviamente lasciare un mio piccolo pensiero, corretto , non eccessivo, per quanto questo argomento mi sconvolga , ma non ho potuto farlo perchè la persona in questione ha disabilitato i commenti … perciò ho scritto qui e attendo i vostri , perchè come sempre con maturità vorrei ascoltare anche il vostro pensiero in merito .

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CHI HA UCCISO VERAMENTE DAVIDE BIFOLCO?

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Prenderò spunto da questa foto presa dal web per aprire un argomento spinoso che mi preme in questi giorni, il caso di Davide Bifolco.

Non credo che nessuno sia mai contento della morte di una giovane vita, e credo che il carabiniere che ha sparato si porterà questo dolore a vita, ma credo anche che ci siamo ormai abituati a vivere nella completa illegalità, siamo pronti a giustificare ogni gesto, ogni azione.

Si cerca in ogni modo di delegittimare le forze dell’ordine , che, spesso ci si dimentica, sono ragazzi pure loro, che rischiano la vita ogni giorno per poco più di 1200 euro al mese, e sono in balia, di ragazzini, che troppo presto impugnano delle armi, che sono gli “scugnizzi” di mafia e camorra, appoggiati spesso dalle loro famiglie.

Mi è bastato poco per capire il clima familiare in cui viveva, basta guardare l’intervista del fratello e dei presunti amici, degrado totale, ignoranza , persone che prendono come esempio i peggiori camorristi.

Io non credo che il carabiniere sia stato il solo ad uccidere Davide, l’hanno ucciso anche la madre, il fratello e chi con loro ha messo sulla strada un ragazzino facendogli credere che essere collusi con la camorra, che essere un giovane delinquente che alle 4 di mattina forza un posto di blocco sia una cosa giusta!!! 

Si dovrebbero fare un esame di coscienza queste persone e pensare che, come vedete nella foto, quando la camorra uccide qualcuno non ci sono testimoni, tutti zitti, vigliacchi, nascosti dietro le tendine di casa ad origliare e sbirciare, tristemente omertosi giustificano quel clima di terrore avvallando questo o quest’altro clan, supportando perfino latitanti!!!

Nell’immagine c’è scritto Napoli, ma non è un problema solo di quella bellissima quanto martoriata città, fatta anche di tante brave persone che non riescono purtroppo a prendere il sopravvento rispetto alla gente che ama, che sguazza nel degrado più totale, con la scusa della crisi,della mancanza di lavoro, dell’arte dell’arrangiarsi!!

 

LE FOTOGRAFIE CHE HANNO FATTO LA STORIA: LA VITA OLTRE L’ORRORE

Somayeh Mehri, 29 anni, sposata con Amir, residenti in una delle zone più povere dell’Iran, era ormai prossima al divorzio a causa delle continue violenze subite dal marito violento.

In Iran tuttavia, la donna non può umiliare l’uomo chiedendo il divorzio. Una notte nel giugno 2011, Amir cosparse di acido sua moglie Somayeh e sua figlia Rana, di soli 3 anni, mentre dormivano.

Nonostante le urla d’aiuto, la donna venne soccorsa dopo diversi minuti poiché il marito aveva tagliato i fili dell’elettricità, causando la difficoltà dei vicini nel raggiungere Somayeh al buio. loro volti, le mani e molte parti dei loro corpi furono bruciati. Rana perse la vista da un occhio, mentre la madre rimase cieca. Il padre di Somayeh vendette le sue terre per guadagnare i soldi necessari a pagare i trattamenti medici della figlia e della nipote e molti abitanti del villaggio diedero il loro contributo. I medici sperano comunque di poter ridare, almeno parzialmente, la vista a Somayeh e di riparare la palpebra di Rana.
Il fotografo Ebrahim Norouzi voleva che i loro volti coinvolgessero emotivamente i suoi concittadini e le persone dall’altra parte del mondo, spesso indifferenti alle tragedie che si ripetono, troppo spesso in molti paesi medio-orientali (ma non solo) 

PRESUNTO KILLER

Sono trascorsi quattro anni dalla sua morte e ieri finalmente la svolta.

Erano solo una ragazzina di provincia, con una bella famiglia e tutta la vita da vita da vivere , prima che qualcuno gliela strappasse via nel modo peggiore.

Si chiamava Yara Gambirasio e la sua triste vicenda ha fatto tremare tutta l’Italia, perchè quello che è accaduto a lei potrebbe purtroppo accadere in ogni famiglia.

Migliaia di analisi del dna, investigazioni che hanno portato per anni a vicoli ciechi e che ormai facevano pensare che l’assassino sarebbe rimasto impunito per sempre.

Ma ieri la svolta, un nome, un dna, segno inconfondibile in un reato.

Massimo Giuseppe Bossetti, insospettabile, incensurato, padre di tre bambini.

Chissà cosa ci aspettiamo di vedere quando si scopre il colpevole, forse visi turpi, sguardi malvagi o chissà cos’altro ci farebbero sentire meglio, nella convinzione di poter così individuare il male da un volto, da uno sguardo, ma non sempre è così, anzi non lo è quasi mai, i peggiori assassini si nascondo dietro visi acqua e sapone e famiglie normali.

Ora finalmente Yara potrà riposare in pace, e per quanto sia difficile la sua famiglia saprà dare un volto al colpevole della morte della loro bambina, violentata, pugnalata e lasciata morire di freddo.

Non c’è una pena abbastanza dura per questo reato, neanche la morte basterebbe, spero solo che questa persona paghi con dolore il male che ha fatto, non solo a quella bambina ma anche alla sua famiglia.

Un bacio piccola Yara, riposa in pace.

 

MAMMA BLOGGER, ASSASSINA.

La storia di  Lacey Spears e del suo bimbo Garnett, morto a soli cinque anni , ha destato molto scalpore negli Stati Uniti.

Questa mamma, diventa blogger per condividere con il resto del mondo la sua vita e le sue tristi peripezie causate dalle continue malattie del piccolo  Garnett, ma lei con il supporto di tante persone andava avanti ottenendo una certa notorietà nel mondo dei blogger per la sua triste storia.

Ma succede qualcosa, dopo la morte del bimbo, viene effettuata l’autopsia dalla quale si evince che la causa della morte è avvelenamento da cloruro di sodio.

Ora le cose cambiano per la giovane madre, chi ha potuto avvelenare il bimbo se non lei?

Perchè in un intercettazione telefonica subito dopo la morte del bambino lei chiede ad un amico di portare via un sacchetto da casa?

Ora gli investigatori cercano prove schiaccianti per poterla incriminare.

Ma come può una madre fare una cosa del genere? Forse non tutti conoscono una malattia psichiatrica chiamata

Sindrome di Münchhausen per procura ,  le persone affette da questo disturbo, di solito madri di bimbi piccoli, creano tutte le circostanze possibili affinchè i loro figli si ammalino di qualsiasi patologia possibile, arrivando come in questo caso a provocare lesioni o avvelenamenti, il tutto per attirare l’attenzione, la compassione e  l’ammirazione delle persone a cui loro sbandierano il loro stato d’animo e la loro forza nel portare avanti una situazione così difficile.

Per chi ne volesse sapere di più:

http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_M%C3%BCnchausen_per_procura

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