VORREI PRENDERE IL TRENO….

Voglio condividere con voi un bellissimo video che con la sua leggerezza e allegria ci fa riflettere su un argomento importante e spinoso come quello delle barriere architettoniche…

Ci siamo mai realmente messi nei panni di chi è diversamente abile? Abbiamo mai pensato di provare a fare una bella passeggiata su una sedia a rotelle? In Italia sarebbe un incubo, scivoli pressochè inesistenti, automobilisti incivili che che bloccano le rare uscite e i parcheggi per disabili, i mezzi pubblici quasi sempre privi di pedane per le carrozzine, alzascale rotti…insomma una vera odissea per chi deve ogni giorno convivere con la propria disabilità.

Questo video è stato realizzato da un comico simpaticissimo che si chiama Lorenzo Baglioni e Iacopo Melio fondatore dell’associazione VORREI PRENDERE IL TRENO .

Godetevi il video e speriamo che nelle coscienze cambi davvero qualcosa…

70 ANNI IN 70 FOTO SECONDO L’ANSA DAL 1985 AL 1994

Ci avviciniamo sempre di più ai giorni nostri e quasi al termine di questo piccolo reportage fotografico, non sono brava con le date ma una cosa la ricordo con certezza , nel 1985 a Cagliari , mia città natale fece una bella nevicata, cosa scontata per tanti per non per noi, visto che non nevica mai nella città del sole 🙂

Un piccolo aneddoto divertente su di me e su quella giornata, nonostante la felicità nel vedere la neve per la prima volta , mi sono fatta preparare e portare a scuola dalla mia mamma e con mia sorpresa ero l’unica bimba in tutta la scuola , ovviamente tutti vollero andare a giocare, mi scappa sempre un sorriso a quel ricordo, ero già una piccola secchiona 🙂 🙂 🙂

Vi lascio con una carrellata di foto con didascalia !!

LE FOTOGRAFIE CHE HANNO FATTO LA STORIA: LA CINA

Riprendo a condividere con voi le immagini e le didascalie di una pagina internet che reputo tra le migliori, visto il decadimento culturale attuale, questa pagina mi permette di conoscere, di vedere, di capire, e tutto questo lo voglio condividere con voi , penso che nel nostro piccolo le condivisioni di materiale culturale migliori in un certo senso il genere umano ormai tristemente abituato alla condivisione di gossip, di atti feroci o a sfondo sessuale. 

Perciò vi auguro il buongiorno con questa immagine. 

L’avviso cinese riguardante la politica del figlio unico. La politica del figlio unico è stata una delle politiche di controllo delle nascite attuata dal governo cinese per contrastare il fortissimo incremento demografico del paese in quanto la sovrappopolazione era ormai considerata “un ostacolo allo sviluppo e alla modernizzazione”.
Nel 1979 fu attuata con una legge che vietava alle donne di avere più di un figlio. La politica della pianificazione familiare consisteva in un insieme di regolamenti atti a controllare la giusta dimensione delle famiglie cinesi: i matrimoni ritardati, le gravidanze posticipate e l’attesa di un periodo abbastanza lungo (quattro o cinque anni) tra un figlio e l’altro, erano gli elementi principali. Questa costrizione portò a numerosi aborti più o meno sicuri e/o legali e molti nuovi nati, oggi adulti, non vennero mai registrati all’anagrafe. Inoltre potendo avere solo un figlio, la maggior parte dei contadini preferiva un maschio. Le bambine neonate venivano di conseguenza uccise per permettere alla famiglia di avere successivamente un figlio maschio in grado di aiutare nel lavoro dei campi.
A partire dagli anni ottanta il controllo statale fu leggermente ridotto e, nel 1984, fu concessa maggiore flessibilità a livello provinciale sulla possibilità di avere due figli.
Tuttavia questa politica venne abolita solo l’anno scorso, nel 2013.

njjknm

 

fotografie che hanno fatto la storia

LE FOTOGRAFIE CHE HANNO FATTO LA STORIA: RAPIMENTI DI STATO

Questa è l’ultima foto ufficiale in cui appare Gedhun Choekyi Nyima, il più piccolo prigioniero politico del mondo (essendo nato il 25 aprile 1989).

E’ il 14 maggio 1995 e il Dalai Lama eleva il piccolo, di soli 6 anni, allo stato di Panchen Lama (reincarnazione del Bodhisattva della Conoscenza), la seconda carica più importante del Buddismo tibetano. Il Panchen Lama ed il Dalai Lama sono uniti da un rapporto unico (come “sole e luna”) in cui il ruolo fondamentale del Panchen Lama è di ritrovare e riconoscere, alla morte del Dalai Lama, la sua reincarnazione sulla terra.

Lo stesso ruolo è riconosciuto al Dalai Lama che oltre a riconoscere la reincarnazione del Panchen Lama si occupa della sua formazione ed educazione. Proprio per questo motivo, nel tentativo di indebolire e delegittimare una delle più alte cariche di tutto il Tibet occupato e del buddismo, qualche giorno dopo la cerimonia, la polizia cinese rapisce il bambino e tutta la sua famiglia, facendone perdere completamente e per sempre le tracce.

Qualche mese dopo, l’11 novembre 1995, il governo di Pechino, che da allora tiene in ostaggio il legittimo Panchen Lama, nomina un “suo sostituto”, il cosiddetto Panchen Lama di Pechino, un bambino figlio di esponenti del Partito Comunista e favorevole alle politiche del governo cinese, in modo da pilotare la futura nomina del prossimo Dalai Lama (alla morte dell’attuale, il 79enne Tenzin Gyatso).

Da allora, il piccolo Gedhun Choekyi (che, se ancora in vita, oggi dovrebbe avere 25 anni, di cui 19 passati in prigionia) è tenuto ostaggio insieme a tutti i membri della sua famiglia ed il governo cinese, ancora oggi, si rifiuta di fornire qualsiasi notizia circa il suo stato di salute ed il luogo in cui è tenuto prigioniero, nonostante le richieste della comunità internazionale e del governo tibetano in esilio, dimostrando ancora una volta la sua rigida politica di totale repressione della cultura del Tibet, occupato dall’esercito cinese fin dal lontano 1959. 

LE FOTOGRAFIE CHE HANNO FATTO LA STORIA: ALDO MORO

A ben 36 anni di distanza queste immagini pesano ancora come macigni sulla nostra storia,chissà se un giorno si saprà tutta la verità su questo omicidio.

ALDO MORO (23 settembre 1916 – Roma, 9 maggio 1978), politico e giurista italiano, cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri, Segretario politico e presidente del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana. Fu rapito il 16 marzo 1978 e ucciso il 9 maggio successivo da alcuni terroristi delle Brigate Rosse. Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo, la Fiat 130 che trasportava Moro, fu intercettata da un commando delle Brigate Rosse all’incrocio tra via Mario Fani e Via Stresa. Gli uomini delle BR uccisero, in pochi secondi, i 5 uomini della scorta (Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi) e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana.
Dopo una prigionia di 55 giorni le Brigate Rosse decisero di uccidere Moro: lo misero dentro una macchina e gli dissero di coprirsi con una coperta dicendo che avevano intenzione di trasportarlo in un altro luogo. Dopo che Moro fu coperto, gli spararono dieci cartucce addosso uccidendolo. Il corpo di Aldo Moro fu ritrovato il 9 maggio nel portabagagli di un’automobile Renault 4 rossa a Roma. Fu sepolto nel comune di Torrita Tiberina, piccolo paese della provincia romana dove lo statista amava soggiornare. Aveva 61 anni. 

Immagine

Chi non conosce la storia è destinato a ripeterla

Con il termine holodomor ,che pochi conoscono e che nessuno ci ha insegnato a scuola , ci si riferisce al genocidio ucraino avvenuto negli anni dal 1929 al 1933, causato dal regime russo per mezzo di una carestia dolosa che ha provocato milioni di vittime.

Il termine Holodomor deriva dall’espressione ucraina moryty holodom (Морити голодом), che significa “infliggere la morte attraverso la fame”. In Ucraina, il giorno ufficiale di commemorazione dell’Holodomor è il quarto sabato di novembre.

Non starò qui a tediarvi con decine di cenni storici che potrete facilmente trovare ovunque, il mio scopo è dare lo spunto, per capire che quello che accade in questo momento non è da sottovalutare, la storia ce lo insegna, eppure troppo spesso giriamo lo sguardo e fingiamo di non  vedere , di non capire , e purtroppo la storia tristemente si ripete.

Immagine