RIFLESSIONI DI UNA FORCAIOLA …

Ho letto un articolo che non mi ha lasciata affatto indifferente, pensiero già precedentemente affrontato nei miei momenti di riflessione.

PEDOFILIA : La parola pedofilia, termine derivante dal tema greco παις, παιδός (bambino) e φιλία (amicizia, affetto), indica la passione erotica nei confronti di bambini e neonati. (wikipedia) 

Come avrete potuto capire dal titolo del mio post le mie posizioni verso chi fa del male ai bambini sono abbastanza nette, carcere duro e castrazione chimica… ma vorrei invitarvi a leggere questa lettera e cercare di comprendere insieme a me che forse non è tutto bianco o tutto nero e che in alcuni casi questa patologia è vissuta come una croce da chi porta questo pesante fardello e trascorre tutta la vita a sottomettere le proprie perverse pulsioni in quanto cosciente della sua patologia, come alcuni casi negli States in cui i pedofili chiedono di essere sottoposti spontaneamente a castrazione chimica per rendersi inoffensivi .

“Mi chiamo Todd Nickerson e sono un pedofilo. Questo vi sorprende, vero? Non molte persone hanno il coraggio di condividere la propria storia, anche se per una buona ragione. Confessare un’attrazione sessuale verso i bambini è come confessare di appartenere ad una delle categorie più infime della Terra, quella che ti preclude ogni possibilità di vivere una vita normale. Eppure non sono il mostro che pensate che io sia. Non ho mai toccato un bambino nella mia vita e mai lo farò, né ho mai posseduto materiale pedopornografico. Ma la definizione di pedofilo, chiederete, non è quella di “chi molesta i bambini”? Non è proprio così. Nonostante “pedofilo” e “molestatore di bambini” siano spesso utilizzati come sinonimi dai media, di base un pedofilo è qualcuno che è sessualmente attratto da un bambino. Tutto qui. Non è detto che metta in pratica questo desiderio con un bambino in carne ed ossa. Alcuni pedofili lo fanno, altri no. Dal momento che il potere del tabù ci fa rimanere nell’ombra, è impossibile sapere quanti pedofili non offensivi ci siano lì fuori, di sicuro sono molti e soffrono in silenzio. Ecco perché ho deciso di parlare”.

 

Con questo post NON VOGLIO assolutamente giustificare o minimizzare la violenza sui bambini che resta e resterà sempre un abominio da punire con pene esemplari , ma vorrei solo che vi soffermaste a pensare che non è una scelta essere pedofili, però sfatando questo taboo si potrebbe con più facilità sottoporre queste persone a cure che gli permettano di vivere una vita quasi normale e soprattutto renderli inoffensivi nei confronti dei bimbi…

Buona giornata e buona riflessione !!!

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LE STORIE CHE FANNO BENE AL CUORE: IRIS E THULA

Londra, Iris e Thula giocano felici, fanno il bagnetto , corrono , si divertono e trascorrono insieme dei momenti bellissimi…

Iris è una dolcissima bimba di 4 anni e Thula è il suo gatto, anzi molto di più, è il suo migliore amico , che l’accompagna nel suo viaggio in un mondo misterioso che si trova sulle nuvole e che purtroppo non riusciamo ancora a comprendere….

Iris è una bambina autistica e Thula è il suo tramite con il mondo , la piccola grazie al suo amico peloso ha avuto dei grossi miglioramenti , l’apertura verso il mondo esterno è migliorata tantissimo, parla di più , interagisce e i genitori ne sono a dir poco entusiasti!!!

Solo un animale e la sua purezza potevano varcare quel mondo e Thula ci è riuscito alla grande e pazientemente accompagna la piccola Iris in tutte le sue attività, come la musica e la pittura, con cui la bimba può esprimersi liberamente .

Se vi interessa seguire i progressi di questa giovane vita vi consiglio la pagina facebook dei genitori Iris Grace painting , vi lascio con queste tenerissime immagini che di prima mattina sono un toccasana per l’anima ❤

FOLLIA A-SOCIAL!!!

Premettendo il fatto che penso che i social network siano un modo per poter comunicare velocemente con chi è lontano, dal canto mio, in quanto expat sono una manna!!! Vedere la mia mamma su skype , sentire gli amici lontani e perchè no , chiacchierare davanti ad una tazza di te anche se a migliaia di km di distanza 🙂

Ma , c’è sempre un ma… oggi vorrei parlarvi del rovescio della medaglia e non intendo quella parte in cui si dice che si tende ad isolarsi a parlarsi meno faccia a faccia ecc. ma ad un fatto curioso che osservo da tempo; LA FOLLIA UMANA !!!

Ho letto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare 🙂

Vi faccio un banalissimo esempio, per ragioni culinarie sono iscritta a vari gruppi di cucina , ai quali, devo essere sincera non partecipo mai attivamente , ma quasi esclusivamente da spettatrice.

Non potete nemmeno immaginare quanto la gente si possa scannare, virtualmente per fortuna, per l’utilizzo di una farina o per la stesura dell’impasto della pizza!!!

Questo è solo un piccolo esempio ovviamente e chi come me fa parte dei social probabilmente ha notato qualcosa di strano, spesso e volentieri mi diverto di più a leggere i commenti che le notizie in se e non finisco mai di stupirmi di quanto sia caduta in basso l’Italia e di quanto sia ignorante il suo popolo, giovani generazioni che faticano a scrivere frasi di senso compiuto in un’epoca in cui l’ignoranza non ha scusanti di sorta .

Ma che problemi ha il genere umano? Per quale ragione la gente è così frustrata?

Allora mi sono posta delle domande, la frustrazione umana è creata dall’eccessivo uso dei social oppure questi ultimi ci permettono di mostrarla senza ritegno???

In realtà non ho una risposta definitiva e resto davvero perplessa a leggere commenti di attempate madri di famiglia che inneggiano al rogo verso coppie omosessuali o pseudo soubrette da quattro soldi che filosofeggiano in rete con una nonchalance che mi fa paura !!!

Ai posteri l’ardua sentenza… se il mondo esisterà ancora nonostante le angherie che subisce da noi “umani” il prossimo secolo forse qualcuno troverà una risposta per queste generazioni di psicopatici del web!!!

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COME NON LI ABBIAMO MAI VISTI: MUHAMMAD ALI

1981 Los Angeles, un ragazzo sale al nono piano di un edificio e minaccia di suicidarsi, negoziatori della polizia e membri della sua famiglia cercano di ragionare con lui per cercare di evitare il gesto disperato, ma con scarsi risultati, il ragazzo ha tutte le intenzioni di suicidarsi.

Nonostante non conoscail ragazzo, Muhammad Ali si offre volontario per salire sull’edificio e parlare con lui, dopo circa venti minuti di conversazione ottiene  il suo scopo salvando la vita del ragazzo.

Un gesto eroico che pochi conoscono!!!

IL NOSTRO FUTURO

Incarceriamo, sfruttiamo, maltrattiamo , abusiamo, vendiamo, uccidiamo il nostro futuro, lo facciamo ogni giorno più o meno silenziosamente, chi nello squallore della sua casa , chi mettendo le armi in braccio a dei bambini, chi viaggiando per fare turismo sessuale e quant’altro.

L’uomo è la razza più spregevole e quando lo capiremo sarà troppo tardi.

Siamo bombardati da immagini cruente che ormai non ci toccano più, ci siamo abituati , le guardiamo ogni giorno nei tg mentre si cena insieme alla famiglia e si chiacchiera allegramente come se niente fosse.

Abbiamo interiorizzato il dolore e il male umano come fosse una cosa normale è quello il male peggiore . 

VIOLENZA SILENZIOSA

Ogni giorno o quasi una donna uccisa dal proprio marito, compagno ,fidanzato o ex fidanzato… Da cosa scaturisce questa violenza ? E quanti casi che non arrivano alla violenza fisica non arrivano alla ribalta delle cronache?

Mi riferisco alla violenza psicologica, quella che ogni giorno annienta migliaia di donne che passano la vita mentendo a se stesse e a chi le sta vicino.

Spesso vittime di fidanzati, compagni, e mariti che esprimono il loro amore malato con gesti di gelosia  morbosa, cercando di avere sulle loro compagne un controllo totale controllando il telefonino, il loro modo di vestire, le loro frequentazioni.

Molte persone non immaginano nemmeno quanti di questi casi accadono e siano così vicini a noi, perchè come dicevo prima le donne tendono a nascondere e giustificare i gesti persecutori dei loro compagni, spesso si inizia da piccole cose, per poi arrivare al controllo sempre più morboso.

Si potrebbe pensare che queste cose accadano solo in casi di bassa cultura o poca indipendenza delle donne, ma non è così, questi gesti accadono a tutti i livelli sociali e culturali, solo che le donne di una certa cultura tendono a dissimulare meglio la loro prostrazione.

Donne non accettate soprusi!!! Nessuno vi può dire come vestirvi, chi frequentare o controllare il vostro telefono , le vostre mail o quant’altro, riconoscere in tempo queste situazioni è fondamentale per non arrivare poi a situazioni gravi come quelle che leggiamo ogni giorno in cronaca nera, e per quelle che si sono riconosciute in questo mio post ma che mentono a se stesse pensando che la situazione non è poi così grave auguro solo di aprire gli occhi e reagire a queste piccole, costanti vessazioni !!!

LE FOTOGRAFIE CHE HANNO FATTO LA STORIA : SCEMI DI GUERRA

Questa foto è agghiacciante, posso solo immaginare l’orrore che quegli occhi abbiano dovuto subire.

Ecco una foto della quale si conosce solo il titolo: “Shell shocked soldier”, 1916.

Non si sa bene chi sia il soldato in foto.
Lo shell shock è conosciuto anche come “Sindrome da stress post-traumatico” e si manifesta comunemente con attacchi di panico, ansietà, tendenze suicide, aggressività ingiustificata e depressione.
Nel corso della Prima guerra mondiale, quella contro l’ Impero austro-ungarico, non ci sono stati solo morti e feriti sul campo; molti soldati sono stati colpiti da una strana sindrome e hanno cominciato a dare segni di squilibrio. Era lo shock da combattimento (shell shock), malattia mentale sconosciuta all’epoca del conflitto.

Portati nei manicomi, incontravano psichiatri che non sapevano come affrontare questa patologia e applicavano terapie sbrigative, quasi sempre l’ elettroshock, utili però a rispedirli al fronte nel minor tempo possibile. Solo per i casi più gravi era previsto un ricovero. Un documentario di Enrico Verra, «Scemi di guerra», ha reso giustizia a quei poveri contadini male equipaggiati, terrorizzati e affamati, costretti a vivere per mesi e mesi in trincee disumane che hanno subìto un doppio insulto: quello della ferita di guerra e quello del ritorno a casa, dove erano considerati come reietti, quasi che la colpa della malattia fosse solo loro.
Uno degli esempi più interessanti di shell shock lo ritroviamo in letteratura, precisamente nel personaggio di Septimus, uno dei protagonisti di “Mrs. Dalloway” (Virginia Woolf).