IL CORAGGIO DI UN EROE

Il mare esige rispetto e timore.

Troppo spesso ci si dimentica che dietro quei colori meravigliosi e cristallini che la mia terra ci regala si nascondono delle insidie, soprattutto per chi non le conosce e non presta il dovuto rispetto a questa immensa forza della natura.

Tante vittime quest’anno nei nostri mari, per troppo ardore, troppa sicurezza oppure semplicemente incoscienza.

Tra le vittime spicca un nome, non una vittima qualunque, non uno sciagurato, ma un eroe che ha dato la vita per salvare due persone dalle fauci del mare impetuoso.

Si chiamava Vincenzo Curtale e aveva solo 41 anni, non ha esitato un solo momento a buttarsi tra le onde  per salvare due turisti veneti che , nonostante la bandiera rossa sventolasse all’impazzata, hanno sfidato il mare e con la loro sciagurata azione hanno portato alla morte il loro salvatore.

Li ha salvati entrambi, è tornato a riva esausto e un malore l’ha portato via… come le onde del mare che rapiscono e che prima o poi restituiscono tutto…

Le polemiche si sprecano, bagnino, non bagnino…. ma il buonsenso dov’è finito? Si ha così poco rispetto della propria vita e della vita altrui che abbiamo bisogno di continue regole, continue sanzioni?

Intanto una persona è morta e i due turisti sono rientrati col primo volo a casa loro…  alle loro spalle solo una bara per una giovane vita spezzata di  un’eroe che non c’è più !!!

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Il folklore della mia Sardegna

Buongiorno!!! Come dicevo ieri durante la mia assenza c’è stato anche un viaggio in Sardegna proprio nel bel mezzo del carnevale, periodo, per la mia isola molto vivace e ricco di tradizioni.

Le feste sono tante e tantissime tradizioni e maschere diverse perciò il punto una volta arrivati in Sardegna stava solo nello scegliere dove andare… abbiamo optato per Mamoiada, paese nel centro Sardegna noto per i murales e per le sue maschere.

Queste maschere si distinguono in Mamuthones e Issohadores , le prime molto cupe e spaventose e le seconde più colorate e allegre, si differenziano anche durante le esibizioni, i primi con il moro incedere lento e cadenzato dal suone delle pesanti campane che portano sulle loro spalle e i secondi , più movimentati e veloci che con i loro lazi catturano le donne che assistono alla processione.

“L’origine dei mamuthones resta ancora oggi controversa. Secondo uno studio di Marcello Madau, archeologo dell’accademia di Belle arti di Sassari, mancano fonti scritte che testimonino la presenza dei Mamuthones in tempi lontani. Il Wagner non ne parla e nel 1928 ilTouring Club descrive solo il fuoco di Sant’Antonio.Secondo lo stesso studio, comunque, testimonianze orali attestano che i Mamuthones sfilavano già nel XIX secolo. Alcuni sostengono invece che il rito risalga all’età nuragica, come gesto di venerazione per gli animali, per proteggersi dagli spiriti del male o per propiziare il raccolto[2]. Fra le ipotesi avanzate sull’origine della rappresentazione vi sono anche una celebrazione della vittoria dei pastori di Barbagia sugli invasori saraceni fatti prigionieri e condotti in corteo, oppure un rito totemico di assoggettamento del bue, o anche una processione rituale fatta dai nuragici in onore di qualche nume agricolo e pastorale. Alcuni studiosi sostengono un legame con riti dionisiaci, altri negano questo collegamento, e la includono invece fra i riti che segnano il passaggio delle stagioni.”

Il tempo non era dei migliori ma ci siamo accontentati essendo un bel gruppetto di amici con la sana intenzione di mangiare bene e divertirsi.

Resto sempre affascinata da queste feste perchè hanno ancora il potere di avvicinare le persone e riportarci in un certo senso alle nostre origini insegnando a grandi e piccini piccole parti della nostra storia.

Ora vi lascio con qualche scatto 🙂

Quando i dolci diventano opere d’arte

Se c’è sulla terra e fra tutti i nulla qualcosa da adorare, se esiste qualcosa di santo, di puro, di sublime, qualcosa che assecondi questo smisurato desiderio dell’infinito e del vago che chiamano anima, questa è l’arte.

Gustave Flaubert, Memorie di un pazzo, 1838

Sono rimasta incantata, da questi gioielli, luminosi , perfetti , candidamente bianchi o colorati, solo dopo un accurato sguardo ho capito che si trattava di dolci, si avete capito bene.

In Sardegna l’arte dolciaria è vasta , utilizzo il termine arte perchè è quello più corretto e una volta viste le foto capirete il perchè.

Oggi vi vorrei parlare nello specifico di una donna, un’artista dei dolci sardi, che con tanta maestria ha saputo reinterpretare ed elaborare i dolci della tradizione, questa donna è Anna Gardu

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Le ho chiesto di raccontarmi qualcosa sulla sua passione:

HÓRO dolci artistici
Quando la passione si trasforma in arte – nasce dall’amore per l’arte e la mia terra…. Mi è sempre piaciuto disegnare, adoro la ceramica, e i gioielli Sardi…. Provengo da una famiglia che da quattro generazioni si è’ sempre occupata di dolci tradizionali….avendo a disposizione la pasta di mandorle ho dato sfogo alla mia creatività plasmando nuove forme ispirate alle tradizioni Sarde . Essendo dolci creati da me dalle forme inedite sono stati brevetti ed il marchio depositato…..

Hanno seguito un percorso espositivo partendo da una prima mostra presentata in occasione delle Cortès Apertas ad Oliena nel 2010 dedicata “al l’identità” riportando gli elementi dei costumi tradizionali ed i gioielli Sardi, nello stesso anno presso il Museo MAN.

Nel 2011 mostra in gateaux dedicata alla “VIA CRUCIS” dove le meditazioni riportavano le problematiche attuali, attuaente in esposizione presso la chiesetta della Solitudine a Nuoro.

Presentazione allestimento per la Bit Sardegna. Percorso dei “cinque sensi+ 1” presentata presso il Museo MART di Rovereto .

Nel 2013 mostra presentata presso il Comune di Oliena in occasione delle Cortès Apertas intitolata “Libera…mente” nello stessi anno in occasione del premio letterario a Gavoi partecipato con la presentazione di un dolce alla realizzazione del filmato “raccontami una Storia” .

Nel 2013 partecipazione alla mostra collettiva sull’Artigianato “Galanias” presentata presso il museo TRIBÙ a Nuoro sempre nel 2013 in occasione delle Cortès Apertas a Fonni presentata mostra “Arte in Mano”….

Sono stati al museo delle tradizioni a Roma ed hanno seguito il percorso di presentazione della manifestazione Autunno in Barbagia presso il Cala di Volpe ed il Museo TRIBÙ.

Nel 2014 Castellabate premio Pio Alferano ho vinto il premio del Presidente della Giuria, il Critico d’Arte Vittorio Sgarbi Alferano …RE GALL MURAT….
2014 presentazione mostra filiera della mandorla Museo del Dolce…

La particolarità dei miei dolci sta’ nell’avere voluto trasferire sul dolce un linguaggio che parlasse della nostra terra…. Dal 2010 seguo un progetto che parte dalla filiera della mandorla autoctona ( con Cooperativa di giovani) laboratorio con scuola di Pasticceria Tradizionale per finire con il Museo del dolce …
Parteciperò all’EXPO 2015 presso il padiglione Eataly …..per chiunque volesse vedere i miei lavori e conoscere qualcosa in più Hòro , dolci artistici .

Ora vi mostrerò una carrellata fotografica dei suoi meravigliosi dolci, che spero di fotografare dal vivo nel mio prossimo viaggio in Sardegna!!! 

L’OROLOGIO BIOLOGICO E I MIEI PRIMI PARAFRITTUS

Eccomi, lo so che è presto, è domenica , è perfino cambiato l’orario e si può dormire un’ora in più… andatelo a spiegare al mio orologio biologico !!!!

Occhi spalancati dalle cinque di mattina… che fare? Mettere in forma per la seconda lievitazione i miei parafrittus , tradotto letteralmente dalla lingua sarda ” frati fritti” , anche se in tanti li chiamano fatti fritti… insomma , nascono pure grandi polemiche fra donne sarde sulla reale origine del nome , ma, a dire il vero , io mi preoccupo più del fatto che siano buoni 🙂

Vecchi ricordi tornano alla mente con questi dolci, mio padre mi racconta di quando ,da bambino , a casa era una gran festa perchè  mio nonno,panettiere e pasticcere , li preparava.

Famiglie numerose, a volte anche allargate, con tanti nipotini in casa che attendevano con gioia di poterli gustare, ma forse la festa stava nella tradizione, nello stare tutti insieme, preparare chili e chili di impasto ,attendere tra le chiacchiere la lievitazione ,poi le donne si occupavano della frittura….

Profumi , colori e sensazioni di una volta ormai perse nel tempo… si sottovaluta il potere della cucina, centro della casa e di aggregazione familiare…. provate a fare festa davanti ad un piatto di spinacine surgelate !!! 😦

Come al solito sto divangando, torniamo al presente e alla ricetta dei miei PARAFRITTUS ❤

RICETTA:

*** Frati Fritti ***
Ingredienti :
400 gr di farina manitoba
600 gr di farina 00
150 gr burro
30 gr di lievito di birra
100 gr di zucchero
450 ml di latte intero
4 uova
50 gr di filiferru ( potete usare una qualsiasi grappa ) 
La scorza di 1 arancia e di 1 limone

PROCEDIMENTO:
Sciogliere il lievito , in un po di latte tiepido , unire lo zucchero e lavorare ( io faccio a mano, ma se volete usare la planetaria) la farina, il latte lentamente , e piano piano , le uova … infine il resto degli ingredienti .

Lavorare per  bene ! Lasciate lievitare per almeno tre ore ( io ho impastato verso l’ora di cena e lasciato lievitare tutta la notte)in un recipiente coperto con la pellicola trasparente, ora potete procedere a dare la forma di ciambelle facendo delle palline con l’impasto , aiutandovi con la farina e creando un buchino all’interno con le dita, se preferite usate delle formine tonde per dolci 🙂

Lasciate lievitare per un’altra ora e poi procedete con la frittura in abbondante olio di arachidi . Una volta dorate, scolatele bene e poggiatele su della carta assorbente, poi procedete a cospargerle di zucchero semolato.

Ora che sono pronte preparate le papille gustative a questa delizia 🙂 non fatele sfreddare mi raccomando !!! 

 

 

 

MINI CAKE ALL’ARANCIA

Nella mia terra, la Sardegna , esiste un dolce che si chiama in sardo Pardula e in italiano viene tradotto con il termine formaggella, neanche a dire quanto io ne vada ghiotta !!!! 

Ho cercato di trasformarlo in una torta o meglio in questo caso un tortino , visto che ho utilizzato uno stampo da 11 cm di diametro ma voi potete , raddoppiando le dosi che vi darò ora fare una bella torta per tutta la famiglia 🙂

MINI CAKE ALL’ARANCIA 

1 uovo

100 grammi di zucchero

50 grammi di farina

50 grammi di fecola di patate

100 grammi di ricotta

zafferano

1 scorza d’arancia grattugiata

il succo di metà dell’arancia che avete grattugiato

lievito per dolci

1 pizzico di sale

CREMA 

50 grammi di ricotta

scorza d’arancia grattugiata 

zafferano 

1 cucchiaio di zucchero

PROCEDIMENTO

Mettete in una terrina il tuorlo dell’uovo , unite lo zucchero e amalgamate fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, aggiungete la ricotta e evitate la formazione di grumi, aggiungete la scorza dell’arancia e lo zafferano e procedete sempre amalgamando bene, aggiungete ora la fecola,la farina , il lievito e un pizzico di sale.

Da parte montate a neve l’albume dell’uovo che unirete poi al resto dell’impasto.

Ora procedete con la crema mettendo semplicemente ricotta, zucchero , scorza d’arancia grattugiata e zafferano, amalgamate il tutto al fine di eliminare ogni piccolo grumo.

Ora versate nella tortiera, imburrata e infarinata metà del composto per la torta, poi versate la crema e coprite col restante impasto .

Cospargete la superficie con abbondante zucchero semolato e infornate a 17o gradi per circa 35 minuti.

BUON APPETITO !!!!!

 

 

UNA “GOCCIA” NEL MARE

C’era una volta un mare bellissimo e incontaminato in cui i pesci grandi e piccini nuotavano felici come in una danza di mille colori…

Ma poi arrivò l’uomo moderno… e fece scempio del mare, inquinandolo, distruggendolo, depredandolo in ogni modo, sterminando specie intere per il vile scopo di lucro.

In questo mare tanto martoriato un giorno nacque un delfino, si chiamava Goccia e viveva nelle bellissime coste della Sardegna , lui stava sempre vicino alla sua mamma ed era diventato la mascotte degli abitanti della piccola città sul mare in cui era nato, tutti cercavano di vederlo per fargli anche solo un salutino e lui sguazzava felice e si faceva ammirare .

Ma poi arrivò l’uomo moderno…. e fu la fine del piccolo Goccia, niente più schizzi in acqua con la sua mammina , niente più piroette per farsi ammirare… di lui rimane solo la carcassa oltraggiata per venderne le carni, il suo piccolo corpicino giace sulla spiaggia e la sua mamma lo cerca…. invano…

Addio piccolo Goccia… il genere umano ha tradito la tua fiducia… ❤

P.s. non metterò la foto del piccolo oltraggiato dalla feccia umana… preferisco ricordarlo felice….

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IN FISSA CON I PANCAKE … SALATI QUESTA VOLTA!!!

Come avevo già fatto qualche tempo fa ho preparato dei pancake salati, stavolta alle zucchine e pesto , ottimi, profumati e da farcire come meglio si crede 🙂 io ho optato per una farcitura di ricotta fresca e pomodorini confit !!!

Per i pancake di soli albumi procedete come in questa ricetta  aggiungendo al composto zucchine rosolate tritate e un cucchiaio di pesto alla genovese, per quanto riguarda i pomodori confit  sono semplicissimi.

Prendete dei pomodorini ,quelli che preferite , io non avevo ciliegini e ho utilizzato dei perini, maturi ma sodi , li ho tagliati a metà, sistemati sulla placca da forno ( che nel frattempo stava riscaldando a 140 gradi ) conditi con sale, olio evo, zucchero e origano.

Lasciateli cuocere per circa un’ora , dipende anche dalla dimensione del pomodorino, devono perdere i liquidi ma senza seccarsi troppo!!!

Il risultato sarà ottimo e potrete utilizzarli per diversi gustose ricette ,sono ottimo anche accompagnati agli arrosti per esempio , o tagliati a pezzettini per condire una pastasciutta 🙂 

Ma torniamo ai nostri pancake salati !!

CUCINA TIPICA SARDA: PANE ZICHI AL SUGO DI SALSICCIA

Il pane zichi è un pane tipico sardo, più specificatamente della zona chiamata Logudoro e in particolare da Bonorva, è riconosciuto a livello nazionale come P.A.T. cioè prodotto agroalimentare tradizionale.
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Conosco questo prodotto da poco tempo nonostante sia sarda perchè non proviene dalla mia zona, il Campidano, in cui è molto più diffuso il conosciutissimo pane carasau.
Come ogni buon italiano che vive all’estero anche la mia valigia è carica di cibarie tipiche 🙂 perciò oggi ho potuto preparare questo piatto.

IL MIO AMICO QUASI SPAGNOLO!!!

Stefano , è questo il suo nome, brillante, simpatico, creativo.

Qualche anno fa ha lasciato la Sardegna per trasferirsi a Barcellona ma non ci siamo mai persi di vista!!!! 

Ogni tanto ci aggiorniamo  oltre che sui vari pettegolezzi e vicissitudini quotidiane, su varie ricette e ieri mi ha consigliato una delle sue che vorrei proporvi,  vorrei anche approfittare della sua conoscenza sulla cucina spagnola per carpire alcuni segreti della loro cucina , da me tanto amata ❤

Polpette ai calamari con salsa agrodolce e gamberi

—— Salsa Agrodolce:

250 ml di spremuta d’arancia naturale

3 cucchiai di aceto bianco 

6 cucchiai di zucchero 

1 cucchiaio e mezzo di salsa di soia

3 gocce di tabasco (opzionale, io uso 4 gocce di salsa piccante messicana)

4 cucchiai di ketchup

1/4 di cucchiaino di sale

1 cucchiaio e mezzo di fecola o amido di mais

2 cucchiai d’acqua.  

Per prima cosa mischiamo l’acqua con la farina di mais e giriamo il tutto con un cucchiaio fino a ottenere un liquido omogeneo bianco. In una ciotola versiamo tutti gli ingredienti e mischiamo il tutto con un cucchiaio fino ad avere un composto omogeneo. mettiamo il composto in una pentola a fuoco medio e giriamo continuamente con un mestolo di legno fino a quando il composto comincia a densare e fare bolle, qui spegnere il fuoco e continuare a girare per altri 10 secondi a fuoco spento. la salsa é pronta

—— Polpette :

 400g di calamari puliti

1 pezzo di zenzero fresco della grandezza di una noce

prezzemolo fresco

1 spicchio d’aglio non grande

 6/8 gamberoni rossi

1 cucchiaio di semi di sesamo

3/4 cucchiai di salsa agrodolce

sale

In un mixer mettiamo i calamari, il prezzemolo, l’aglio e lo zenzero pelato e tagliato in 4 pezzi, tritiamo tutto fino ad ottenere un composto quasi liquido. facciamo 6 polpette con il composto e mettiamole in una padella con un filo d’olio caldo e facciamo dorare le polpette ad un lato creando una crosta arancione. Quando giriamo le polpette all’altro lato metteremo nella padella i gamberoni puliti controllando che non si secchino.quando le polpette hanno la stessa doratura in entrambi lati versiamo la salsa agrodolce e i semi di sesamo, lasciando cuocere per circa due minuti. Servire e guarnire a gusto, consigliabile preparare una salsa con il minipimer usando un avocado un filo d’olio e un pizzico di sale.

FINALMENTE RADICCHIO!!!

Da oltre un anno vivo a Burgas e non avevo ancora trovato un radicchio degno di tale nome, qui non viene consumato abitualmente perciò si trova raramente alla Metro , ma devo dire in condizioni pietose, rachitico e grinzoso, per questa ragione ho sempre preferito evitare !!! Ma ieri la svolta 🙂 che felicità vederlo bello e freschissimo nel banco ortofrutta di Billa ❤ , non ho resistito ovviamente e mi sono data alla pazza gioia !!!

Ecco a voi, bocconcini di pollo al vino rosso e radicchio accompagnato da una besciamella al gorgonzola e noci.